Urologia e andrologia: eccellenze abbruzzesi

Mar 10 • NEWS • 4764 Views • Nessun commento su Urologia e andrologia: eccellenze abbruzzesi

Una vita dedicata, un know-how di assoluto livello: il professor Tenaglia dirige la clinica dell’ospedale SS. Annunziata di Chieti.

C’è chi la professione la vive con impegno, e chi con dedizione: perché solo con il massimo della passione si può fornire il miglior servizio al paziente. Solo il massimo della passione è la molla che fa proseguire nell’approfondimento e nella ricerca, nonostante le difficoltà e gli ostacoli. Il professor Raffaele Tenaglia ha passato tutta la vita inseguendo questi principi, scegliendo di dedicarsi all’urologia e di innovare
in modo costante la sua professione. Tenaglia è direttore della Clinica Urologica e Andrologica dell’Ospedale SS. Annunziata di Chieti. Il professore è urologo di lungo corso; proviene dalla scuola del professor Bracci della Sapienza di Roma, considerato il padre dell’urologia. Già allora, alle prime esperienze universitarie nello studio della medicina, Tenaglia comprende che la materia può diventare la mission della sua carriera. Quella con l’urologia è una corrispondenza positiva che emerge sin da subito, diventando, come egli stesso precisa, “il mio riferimento culturale”. La sua carriera inizia in questo modo e con questa passione prosegue: il medico partecipa a stage internazionali, visitando le migliori sale operatorie del mondo, comprese quelle della Russia.
“Ho sempre cercato di essere coinvolto nelle esperienze per me più interessanti. Seguendo questo leitmotiv, mi sono occupato di coordinamento e di ricerca relativi alle novità delle malattie prostatiche, approdando a tutte le forme di chirurgia e alle novità tecnologiche che via via si stavano proponendo, come la robotica. Oggi pratico la chirurgia facendomi supportare dall’innovazione, in modo che questa però non prevarichi la mano e la mente del chirurgo”.
Il professor Tenaglia precisa che, per un professionista della sua risma, l’aggiornamento deve essere continuo. “In tutti questi anni di attività, l’urologia è stata soggetta a diversi cambiamenti, che noi abbiamo seguito e agevolato. Si pensi al fatto che negli anni Ottanta eseguivamo ogni giorno da 2 a 5 interventi di calcolosi. L’avvento del litotritore ha completamente modificato le nostre prassi. Per non parlare dell’ampliamento che hanno subito le tematiche legate all’andrologia”.
La specializzazione del professore ruota completamente intorno all’urologia, e ne comprende tutte le patologie. Tra queste i tumori (quelli urologici sono il 40% dei tumori che possono insorgere), soprattutto della prostata, che sono una vera emergenza sociale. “Questi tumori colpiscono tipicamente i sessantenni: rappresentano un costo sociale importante. Per combatterlo in maniera efficace, abbiamo approntato una serie di collaborazioni con strutture oncologiche, radioterapisti e anatomopatologi, per aiutare i pazienti a gestire al meglio la relazione con la struttura ospedaliera e i diversi passi necessari per la terapia”.
Nel suo lavoro di approfondimento di tutte le tematiche legate all’urologia, Tenaglia non ha trascurato alcun aspetto, scegliendo recentemente di fondare un gruppo universitario per lo studio completo e la terapia dell’identità di genere, in collaborazione con il professor Mario Fulcheri, psicologo clinico. Questa particolare condizione viene affrontata da tutti i punti di vista: si parte con i primi disturbi (evidenziati già in pediatria), si approfondisce la ricerca, si coinvolgono professionisti quali l’otorinolaringoiatra, il senologo, il chirurgo plastico. “Queste situazioni hanno una ricaduta sociale importante. Nella città di Chieti abbiamo avuto la fortuna di dare vita a una associazione di familiari di pazienti, per sostenere i ragazzi in tutte le fasi del percorso. A breve apriremo all’interno dell’ospedale anche un ambulatorio dedicato all’identità di genere”.
All’interno della struttura del professor Tenaglia, a parte l’urologia pediatrica, vengono trattate tutte le aree afferenti l’urologia: è stato costituito un centro di calcolosi e vengono approfondite le problematiche urinarie, di urologia femminile, di andrologia.
Tenaglia tiene a precisare che la situazione in cui opera quotidianamente non è delle più semplici. “Le strutture ospedaliere sono in generale vessate da troppi interessi contrapposti, e la politica è troppo presente. Auspico che in futuro il personale medico possa essere considerato il centro dell’ospedale, capace di raccordare in modo intelligente l’amministrazione e la cura dei pazienti. Attualmente la classe medica che si è formata negli anni Settanta e Ottanta regge la sanità italiana. Purtroppo si sta andando verso una medicina troppo difensiva.
Auspico che un domani possa essere portata a conclusione una vera riforma, che dia vita a una carta sanitaria unica per ogni paziente, visibile e leggibile per tutti i medici, di tutte le strutture. In questo modo i pazienti sarebbero curati in ogni modo – e al meglio – in ogni ospedale”.
“Nonostante le tante criticità attualmente presenti – conclude Tenaglia – rimango comunque fiducioso: i dati dimostrano che l’Italia è una delle nazioni in cui la sanità riesce a fornire i migliori risultati, in cui la solidarietà nei confronti dei pazienti e dei loro familiari è ancora molto forte”.

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