Trattamento conservativo dell’artrosi dell’anca e del ginocchio

Feb 19 • NEWS • 3618 Views • Nessun commento su Trattamento conservativo dell’artrosi dell’anca e del ginocchio

L’artrosi è una patologia degenerativa della cartilagine che può portare al suo completo consumo creando gravi problematiche ed impotenza funzionale delle articolazioni colpite.

Le cause di questa patologia articolare sono molteplici. Innanzitutto l’età ed il sesso femminile. Sicuramente è riconosciuta una predisposizione personale e influenze genetiche.

Esiti di displasia e di patologie della crescita, Malattie metaboliche, infiammazioni croniche articolari (artriti, gotta), sovrappeso, e traumi.

Ovviamente, essendo una patologia degenerativa, colpisce soprattuttto gli anziani.

Ultimamente, per l’aumento della popolazione sportiva, anche i giovani ne sono colpiti precocemente. Durante l’attività sportiva soprattutto agonistica si incorre frequentemente in episodi contusivi o distorsivi soprattutto a carico delle articolazioni degli arti inferiori; quindi lesioni legamentose, capsulari o meniscali possono dare quella instabilità che diventa la causa una non più corretta biomeccanica e quindi della degenerazione articolare in artrosi.

Inoltre per aumentare le loro performance gli atleti abituano le articolazioni a stress intensi ed a raggiungere gradi di mobilità molto elevati. In soggetti predisposti queste richieste possono provocare sovraccarichi di alcune zone dell’articolazione a causa di variazioni anatomiche (ad esempio il conflitto femoro-acetabolare nell’anca e  assi di carico non perfetti nel ginocchio).

Il sintomo principale è il dolore. Normalmente si manifesta durante un movimento, nei casi gravi anche a riposo. Purtroppo a volte si manifesta tardivamente, quando è si è già avuto un deterioramento cartilagineo. Per questo motivo il paziente dovrebbe presentarsi dallo specialista alla comparsa dei primi sintomi.

Con l’aggravarsi della sintomatologia si possono avere limitazione della mobilità, deformazione articolare e zoppia

Il trattamento deve essere il più precoce possibile in modo da prevenire la patologia artrosica, quando la cartilagine è rovinata ma non ancora consumata in modo da cercare di preservarla in quanto una volta consumata è molto più difficile rigenerarla

Fondamentale è il lavoro di esperti fisioterapisti atto a ripristinare il corretto funzionamento dell’articolazione per quanto possibile grazie a un bilanciamento posturale.

E’ quindi consigliato eseguire visite specialistiche con esami mirati per diagnosticare eventuali iniziali degenerazioni articolari che, se trattate in tempo possono prevenire un precoce usura cartilaginea.

Ci sono degli integratori di ultima generazione molto selettivi per aiutare le articolazioni.

Inoltre si può nutrire la cartilagine con infiltrazioni articolari. Ne riconosciamo di 3 tipi: acido ialuronico, plasma ricco di piastrine (PRP) e cellule prelevate dal tessuto adiposo.

L’acido ialuronico è utilizzato da molti anni. Tuttora ne utilizzo quando lo scopo è quello di migliorare la sintomatologia del paziente (seppure in maniera temporanea) lubrificando l’articolazione e nutrendo la cartilagine. Lo si trova a disposizione in tutte le farmacie in varie formule con diversi pesi molecolari. La scelta dipende dal tipo di paziente e dal grado di artrosi

Il PRP ha risultati migliori dell’acido ialuronico in quanto oltre a migliorare la sintomatologia riesce a veicolare i fattori di crescita per la cartilagine tentando di conservarla.

Si deve effettuare un prelievo sanguigno e utilizzare parte di questo sangue (in particolare le piastrine) attraverso centrifugazione.

E’ una pratica che deve essere sotto controllo di un servizio di ematologia

Per ultime, ma sicuramente le più efficaci, le innovative infiltrazioni con cellule prelevate da tessuto adiposo. Sappiamo che in questo tessuto vi sono a disposizione molte cellule mesenchimali che hanno diverse proprietà: antinfiammatorie, antisettiche e curative sulle lesioni cartilaginee

In pratica sono le uniche che hanno un’alta percentuale di conservazione e rigenerazione cartilaginea.

Si deve eseguire il prelievo in anestesia locale e in condizioni di massima sterilità per questo è necessario eseguirle in una sala operatoria.

Vi sono anche tecniche chirurgiche che possono prevenire l’artrosi?

Quando il consumo è troppo avanzato con esposizione dell’osso subcondrale ad oggi si sono perfezionate tecniche chirurgiche mininvasive di ricostruzione osteo-cartilaginea utilizzando membrane biologiche che vanno a ricoprire il difetto cercando di prevenire o comunque ritardare l’indicazione alla protesi.

 

fig. infiltrazionefoto mesenchimali

DOTTOR PIERANTONIO GARDELIN

MILANO – SARONNO (VA) – TARANTO

www.pierantoniogardelin.it

 

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