TRAPIANTO DI FEGATO: 1200 INTERVENTI

Mar 16 • NEWS • 2379 Views • Nessun commento su TRAPIANTO DI FEGATO: 1200 INTERVENTI

Oggi il trapianto di fegato non è più considerato un evento eccezionale, ma è entrato ormai da anni nella pratica clinica routinaria con ottimi risultati. Lo sottolinea il professor Giorgio Rossi, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia Generale e dei Trapianti di Fegato dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. “Senza trapianti i pazienti affetti da gravi patologie, come l’epatocarcinoma, non avrebbero possibilità di sopravvivenza”. Anche in questo caso si entra in lista solo rispettando determinate regole e condizioni. “Con un solo nodulo – spiega il professor Rossi – non si possono superare i 5 cm di diametro, e si può arrivare a tre noduli, ciascuno dei quali non deve essere oltre i 3 cm”. La principale indicazione al trapianto del fegato sono, comunque, le cirrosi che possono essere su base virale, metabolica o post-alcolica. Quando la cirrosi è in stadio avanzato e le terapie mediche non riescono a controllare l’e- voluzione della malattia, l’unica via d’uscita è il trapianto. Altre patologie che lo richiedono sono il fegato policistico, le insufficienza epatiche fulminanti su base virale o legate agli avvelenamenti da funghi o a sovradosaggi di farmaci, come il paracetamolo o, ancora, a gravi traumi epatici. Il primo programma di trapianto di fegato in Italia è nato nel 1983 all’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano con il professor Dinangelo Galmarini, pioniere in Italia di questo tipo di interventi e fondatore del Centro Trapianti di Milano Policlinico. A lui è succeduto il professor Luigi Fassati e poi il professor Giorgio Rossi, allora giovane chirurgo e già presente in sala operatoria all’epoca del primo trapianto. Nell’‘88, sempre al Policlinico di Milano, è stata eseguito anche il primo trapianto di fegato pediatrico in Italia. “Da allora – sottolinea sempre il professor Rossi – al Policlinico di Milano sono stati effettuati complessivamente 1.200 trapianti di fegato con risultati di sopravvivenza dell’85% a 3 anni e del 70% a 10 anni. Negli anni, sono cambiati anche i limiti di età: una volta oltre i 65 anni di età si veniva esclusi dal trapianto, mentre oggi si arriva a inserire pazienti in lista sino a 70”. L’intervento chirurgico dura dalle 5 alle 10 ore e la degenza postoperatoria è in media di 2- 3 settimane. Una volta dimessi, i trapiantati vengono seguiti dagli epatologi del gruppo del professor Massimo Colombo. Il loro ruolo è fondamentale al fine dei risultati sia nella fase di preparazione e attesa del trapianto sia in quella successiva. Oggi in Italia si eseguono circa 1.100 trapianti di fegato all’anno e in tutta Europa si arriva a circa 6 mila l’anno. Quindi il nostro Paese si pone in Europa come leader in questo campo.

 

MILANO

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