TECNOLOGIE DI ULTIMA GENERAZIONE PER I VIZI REFRATTIVI

Dic 10 • NEWS • 2547 Views • Nessun commento su TECNOLOGIE DI ULTIMA GENERAZIONE PER I VIZI REFRATTIVI

La dottoressa Gioia Sighinolfi è da sempre impegnata nell’utilizzo delle tecniche più all’avanguardia

Dal 1990, sin da quando in Italia arrivarono i primi laser ad eccimeri, la dottoressa Gioia Sighinolfi si occupa di chirurgia refrattiva per correggere i difetti visivi quali la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo miopico, l’astigmatismo ipermetropico, la presbiopia e l’astigmatismo misto. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all’Università di Bologna nel 1986 e la  specializzazione all’Università di Pisa nel 1992, la dottoressa frequentò per tre mesi un corso alla Louisiana University di New Orleans per studiare i primi laser ad eccimeri e poi continuare glia pprofondimenti in materia una volta rientrata in Italia. Da allora, nello studio di Bologna, la dottoressa si occupa prevalentemente di chirurgia refrattiva, avvalendosi solo delle strumentazioni più all’avanguardia, “che sono naturalmente mutate nel tempo, aumentando sempre più la precisione di intervento e la qualità dei risultati”, afferma. “Oggi utilizzo tecnologie di ultima generazione per migliorare la capacità visiva naturale e intervenire su soggetti che intendano eliminare o ridurre l’uso di occhiali e lenti a contatto. Per la correzione della miopia ipermetropica, dell’astigmatismo miopico e ipermetropico utilizzo le tecniche del Prk e del Femtolasik, inoltre realizzo trattamenti fototerapeutici (Ptk) con laser ad eccimeri di quarta generazione. Per gli interventi di chirurgia corneale, il trattamento del cross linking è il più valido nella cura del cheratocono, una malattia degenerativa della cornea. Questa tecnologia – prosegue – nasce per intervenire sui pazienti più giovani, ma può essere usata anche in soggetti di mezza età che non presentino altre patologie quali la cataratta o il glaucoma”. Prima di eseguire interventi sul paziente con queste tecniche avanzate è indispensabile effettuare una visita preoperatoria, “per accertare lo stadio visivo del soggetto e verificare con analisi approfondite se sia effettivamente possibile operare con la chirurgia refrattiva, che presenta il vantaggio di essere veloce e consente inoltre un rapido tempo di recupero”, sottolinea la dottoressa Gioia Sighinolfi. “Se non si riscontrano  anomalie nella cornea o altre malattie oculistiche mai rilevate prima, si può intervenire sul paziente, che mediamente nei 7/10 giorni post-operatori riacquisterà la propria capacità visiva e, con un rapido intervento, si sarà sbarazzato della correzione ottica”.

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