SANITÀ AVANZATA E DAL VOLTO UMANO

Dic 15 • IN PRIMO PIANO • 1302 Views • Nessun commento su SANITÀ AVANZATA E DAL VOLTO UMANO

Gli insegnamenti dei luminari Pier Giuseppe Cevese e Mario Lise, caposcuola della chirurgia padovana, nella tradizione e nelle idee del professor Donato Nitti

L’Azienda ospedaliera di Padova (Aop) conferma il proprio impegno di policlinico universitario e sottolinea l’eccellenza veneta in ambito sanitario. Per l’ateneo padovano rappresenta l’azienda di riferimento per tutte le attività assistenziali necessarie allo svolgimento delle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca della Scuola di Medicina e Chirurgia che si svolgono nelle strutture convenzionate. L’ospedale è strutturato in diversi dipartimenti. La Chirurgia generale è organizzata in Chirurgie I, II e III. Il professor Donato Nitti ha diretto dal 2004 al 2012 la Clinica Chirurgia II e dal 2012 dirige la Clinica Chirurgia I. Ci racconta l’eredità del professor Lise che lo aveva preceduto e che, insieme ad altri allievi del professor Cevese, hanno permesso il raggiungimento di importanti traguardì Qual è la storia della Chirurgia dell’Aop? La Chirurgia dell’Ospedale di Padova negli anni ‘60 ha ricevuto un impulso importante di due capiscuola e dei loro allievi. In particolare il professor Cevese ha sviluppato con il professor Lise, di cui sono il diretto allievo e che ho sostituito nella direzione della Clinica Chirurgica, la chirurgia dei tumori, con il professor Guglielmi la chirurgia pediatrica, con i professori Gallucci e Casarotto la cardiochirurgia, con il professor D’Amico i trapianti e la chirurgia del fegato e la chirurgia endocrina, con il professor Pedrazzoli la chirurgia del pancreas. Altro caposcuola è stato il professor Pezzuoli, trasferito a Milano negli anni ‘80, ma la cui scuola di Padova ha continuato, con i professori Peracchia e Ancona, la chirurgia dell’esofago e i trapianti renali, con il professor Maffei-Faccioli e la professoressa Pelizzo la chirugia del fegato e la chirurgia endocrina, con il professor Sartori la chirurgia polmonare, con il professor De Riu la chirurgia vascolare. Questi chirurghi hanno permesso l’affermazione della chirurgia padovana che oggi continua a essere un punto di eccellenza nazionale. Com’è articolata la Clinica chirurgica I? La Chirurgia I svolge da 30 anni attività clinica e di ricerca nell’ambito della chirurgia oncologica, in particolare si dedica allo studio e trattamento dei tumori del tratto gastro-intestinale, della mammella, dei tumori primitivi e secondari del fegato. Rappresenta anche un centro di riferimento per il trattamento chirurgico dell’obesità patologica, delle patologie proctologiche e delle malattie del pavimento pelvico. I diversi casi clinici vengono analizzati da un team di specialisti. Dalla discussione delle problematiche di ciascun paziente si delinea un trattamento unico o multidisciplinare in base alle caratteristiche e alla diffusione della malattia. Trattiamo circa 2mila casi l’anno e ogni anno giungono all’osservazione nel nostro istituto circa 600 nuovi casi. La scelta dell’intervento è dettata dalla conoscenza delle più recenti tecniche chirurgiche mirate ai migliori risultati in termini di guarigione, senza tralasciare l’obiettivo di una buona qualità di vita. Qual è il ruolo della ricerca? L’attività assistenziale della Clinica Chirurgica I è strettamente collegata alle attività di ricerca clinica e di laboratorio, condotte in collaborazione con l’Organizzazione europea per la ricerca e trattamento del cancro, con il National cancer institute di Bethesda (Usa), con l’Istituto superiore di Sanità e con il Cnr. Queste attività sono svolte anche nell’ambito dell’Istituto oncologico veneto che, per la chirurgia dei melanomi e dei sarcomi delle parti molli con il professor Carlo Riccardo Rossi, è un po’ una nostra emanazione. La produzione di letteratura scientifica e l’attività convegnistica, sono il nostro fiore all’occhiello. Quali sono i progetti futuri? Tra due anni lascerò la direzione a qualcun altro, ma fino ad allora abbiamo tanti progetti da portare avanti. Un nostro obiettivo è aumentare la curabilità per chi è colpito dal cancro e rendere disponibili le conoscenze per fare in modo che sempre meno per sone si ammalino. Sono anche direttore del dipartimento assistenziale di chirurgia, che supporta la chirurgia dei trapianti, l’ortopedia, l’urologia e l’endoscopia chirurgica. Personalmente credo molto nell’implementazione di nuove tecniche di chirurgia mini-invasiva e chirurgia robotica, fino a ora appannaggio dell’urologia, ma che io spingo perché venga adottata in un più ampio spettro di interventi. Stiamo anche pensando a diversi dipartimenti superspecializzati. Questo richiede molto impegno fisico e mentale, ma ce la metteremo tutta.

 

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