protesi: Innovazione continua

Giu 26 • NEWS • 4469 Views • Nessun commento su protesi: Innovazione continua

Come conferma il dottor Giuseppe De Rito, oggi è possibile ed è pure incentivata anche la ripresa dello sport

Sino a qualche anno fa l’indicazione all’artroprotesi era mirata alla risoluzione del dolore e al ripristino della funzionalità articolare e nessun chirurgo ortopedico consigliava il ritorno all’attività sportiva. Negli ultimi anni
le richieste del paziente sono molto aumentate e, oltre alla riduzione del dolore e al ripristino della funzionalità articolare, si pretende un ritorno all’attività sportiva praticata in precedenza. Ma questa rappresenta un’aspirazione plausibile, o meglio in quali termini è pensabile che lo sia? Ne parliamo con il dottor Giuseppe De Rito, responsabile della chirurgia artroscopica (spalla, anca, ginocchio e caviglia) della Casa di Cura
Santa Maria Maddalena di Rovigo. “Esistono dati secondo i quali è sempre più folto il numero dei pazienti che, dopo l’intervento di protesizzazione, torna a fare almeno uno sport. Le continue innovazioni nel campo protesico a livello sia dei materiali utilizzati sia delle tecniche chirurgiche (meno invasività e maggior rispetto dei tessuti) stanno permettendo a una sempre più alta percentuale protesi: Innovazione continua Come conferma il dottor Giuseppe De Rito, oggi è possibile ed è pure incentivata anche la ripresa dello sport di pazienti protesizzati (Ptg e Pta) la pratica di uno sport, ampliando la scelta di attività praticabili”. “È ormai noto – precisa il dottor De Rito – la ripresa di una attività sportiva o ricreativa costituisce un non trascurabile valore aggiunto. E gli interventi pretesici consentono ai pazienti con patologia degenerativa articolare di incrementare
la loro attività fisica”. Dati scientifici dimostrano infatti che dopo l’intervento di Ptg o Pta si ha un miglioramento del fitness cardiologico. Ma quali sono i rischi e le eventuali controindicazioni della ripresa o dell’inizio di una attività sportiva? “Sostanzialmente tre: instabilità articolare, scollamento protesico e usura delle componenti protesiche. In funzione di tali rischi, esistono tre possibili categorie di attività sportiva nei pazienti protesizzati: le attività sportive raccomandate (bicicletta, nuoto, ballo di sala, tiro con l’arco, tiro al piattello, tiro al volo, walking, golf ); le attività sportive raccomandate solo ai soggetti esperti (equitazione, sci di fondo, scherma, pattinaggio su ghiaccio, tennis, body building, trekking, canottaggio, ciclismo); le attività sportive sconsigliate (calcio, rugby, basket, pallavolo, pallamano, alpinismo, lotta, judo, corsa, ginnastica, aerobica ad alto impatto)”. Il dottor De Rito, dopo la laurea presso l’Università di Ferrara e la successiva specializzazione in oortopedia e traumatologia, ha compiuto numerosi stage all’estero, tra cui un lungo soggiorno a Lione presso la Clinique Sainte Anne Lumiere, diretta dal professor G. Walch. Attualmente esegue come primo operatore oltre 600 interventi annui di chirurgia elettiva ortopedica.

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