Protesi d’anca e alluce valgo: l’avanguardia

Lug 8 • NEWS • 4317 Views • Nessun commento su Protesi d’anca e alluce valgo: l’avanguardia

Sono i fiori all’occhiello del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale dell’Aquila


Protesi d’anca e alluce valgo. Sono questi i due fiori all’occhiello del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di L’Aquila, diretto dal professor Stefano Flamini. Per entrambe le patologie sono previste sofisticate e tecnologiche metodologie di intervento. Per impiantare protesi d’anca si manda ormai in pensione la tecnica tradizionale e si agisce in modo innovativo riducendo notevolmente i margini di errore. In questo reparto si utilizza infatti un moderno software che, oltre all’estrema precisione degli interventi, è in grado di stabilire la dimensione precisa delle protesi da impiantare al paziente. L’intervento, stabilito dopo una visita per la quale sono richiesti solo pochi giorni di attesa, richiede una meticolosa pianificazione per individuare le taglie delle differenti componenti della protesi. Due fattori – precisione dell’operazione e lunghezza della protesi – che hanno ulteriormente alzato la qualità del reparto, proponendolo come polo di eccellenza sul territorio italiano. “Per gli impianti – dichiara il professor Stefano Flamini – vengono utilizzati biomateriali made in Italy all’avanguardia che offrono un’ampia garanzia sul piano dell’affidabilità e, quindi, della qualità dell’operazione nel suo complesso. Tra i prodotti utilizzati vi sono, tra gli altri, titanio, ceramica, metallo, polietilene”. La moderna tecnica, oltre a rendere l’intervento sicuro, offre al paziente la possibilità di essere maggiormente informato e di visualizzare, tramite immagini digitali, l’intervento che dovrà subire. Il chirurgo, da parte sua, sarà perfettamente preparato alle eventuali difficoltà dell’operazione. Per ciò che riguarda l’intervento all’alluce valgo, questo si effettua in chirurgia percutanea, una tecnica operatoria innovativa che prevede un approccio attraverso piccolissimi forellini che consentono l’introduzione di micro-strumenti chirurgici. Non è necessaria alcuna stabilizzazione con mezzi di sintesi e i tempi di esecuzione si riducono molto. La correzione è mantenuta da un semplice bendaggio con cui è permesso deambulare, con apposita calzatura, dal giorno stesso dell’intervento. L’intervento, eseguito in day surgery, si effettua in anestesia loco-regionale (alla caviglia), con sedazione superficiale se richiesta, il che evita l’anestesia spinale o generale e, soprattutto, fa sì che il paziente non avverta alcun dolore né al momento dell’intervento né dopo. L’uso di anestetici locali a lunga durata permette, anzi, la totale assenza di dolore per le 12-24 ore successive.

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