OSTEOPOROSI, LE CURE CHE FUNZIONANO

Mag 2 • NEWS • 1458 Views • Nessun commento su OSTEOPOROSI, LE CURE CHE FUNZIONANO

I successi dell’Ospedale Molinette tra prevenzione e terapie

In Italia solo il 30% delle persone con fratture da Osteoporosi è trattato in modo appropriato: un’inaccettabile carenza dovuta soprattutto a una scarsa consapevolezza dei medici che peraltro trattano talvolta pazienti con bassi livelli densitometrici, ma che non sono a rischio di fratture. Questo perché vengono raramente applicati i semplici algoritmi che sono in grado di identificare i soggetti a maggior rischio di fratture”. A parlare è Giancarlo Isaia, endocrinologo e geriatra che dirige un centro di eccellenza come la S.C. “Geriatria e Malattie Metaboliche dell’osso”, all’ospedale Molinette di Torino. Insomma, la prevenzione funziona poco anche perché, in carenza di un corso di specializzazione ufficialmente istituito, queste malattie sono curate un po’ da tutti: dai medici di base agli ortopedici dagli endocrinologi ai geriatri e ai reumatologi. Isaia, che è anche past president della Siommms (Società Italiana dell’Osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro), afferma: “Da tempo ci battiamo per istituire la figura del Bone Specialist e per diffondere una maggiore cultura sulla specialità ma, proprio perché manca una precisa branca di riferimento, la sfida è molto difficile. Siamo però riusciti a organizzare vari eventi formativi, fra cui un corso di Alta Formazione alla Sapienza di Roma”. La struttura geriatrica torinese, che dispone di 28 letti per il ricovero, un ambulatorio di eccellenza, macchinari di alta tecnologia, ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche per la sua innovatività. È infatti l’unico centro del Paese a praticare l’ospedalizzazione a domicilio, anche usufruendo di tecnologie telematiche. “Nei 25 letti di ospedale a domicilio – spiega Isaia – i pazienti sono totalmente sotto la nostra tutela, ma restano a casa dove sono quotidianamente monitorati da 15 infermieri e 4 medici e, se necessario, ci trasmettono per via telematica i loro parametri clinici”. Un esperimento che è nato qui negli anni 80 ed è diventato via via più consistente, e che fa risparmiare anche molto alla sanità pubblica. Dai circa 450 € al giorno per un letto in ospedale ai 150 €. I pazienti sono molto soddisfatti e anche i contribuenti ringraziano. Ma perché il modello non è adottato in tutto il Paese?

TORINO tel. (+39) 011 6637140

giancarlo.isaia@unito.it
www.docvadis.it/giancarlo-isaia/index.html

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