Alessandro e Dario Dal Corso

OSPITALITÀ È FAMIGLIA, VALORI E APERTURA

Lug 17 • NEWS • 412 Views • Nessun commento su OSPITALITÀ È FAMIGLIA, VALORI E APERTURA

Quello del maître de maison, spiega Alessandro Dal Corso, è un patrimonio tutto personale che si tramanda da generazioni

Il maître de maison trasmette il suo Dna all’impresa. È questo un aspetto essenziale che distingue gli associati a Relais Châteaux. Nel nostro caso, il ‘segreto’ del successo è semplice: avere una famiglia molto unita, che interpreta l’accoglienza come donare parte di sé, aprirsi all’ospite, per ricevere moltissimo in esperienza e confronto”. Alessandro Dal Corso, assieme al fratello Dario Dal Corso, maître de maison Relais&Châteaux di Villa Franceschi, il 5 stelle di Mira, sulla Riviera del Brenta alle porte di Venezia, racconta così l’anima che dà continua linfa all’impresa di famiglia nata con l’osteria aperta dai nonni ed evolutasi fino a essere oggi  una meta per ospiti che arrivano da tutto il mondo – e il legame con l’associazione Relais&Châteaux che, da oltre 60 anni, riunisce accreditati “padroni di casa”, chef quotati e le migliori “grandi dimore” tra ristoranti, hotel di lusso, resort e ville in 66 Paesi del mondo.

“Il concetto di ospitalità in cui credo e che promuovo è maturato nel tempo: trova origine nei valori fondamentali che mi hanno trasmesso i genitori ed è cresciuto grazie alle opportunità di confronto, alle esperienze vissute e agli esempi che l’associazione ha reso possibile”. “Ragioniere mancato”, come si definisce, Alessandro è entrato ben presto a far parte a pieno titolo dell’attività di famiglia, con la sua vena creativa, “da sognatore”, contribuendo a rendere Villa Franceschi il gioiello che oggi tutti possono ammirare.

Antica residenza dei gioiellieri del doge, ora questa realtà mostra tutto il suo splendore innanzitutto perché è espressione della visione di chi la gestisce. “La scegli perché è la tua casa lontano da casa”, riassume evidenziando uno dei tratti distintivi dei Relais Châteaux, e perché “è una destinazione che fa tutt’uno con il suo territorio”.

Questo è uno degli aspetti fondamentali con cui presentarsi oggi a ospiti internazionali, che vogliono fare un’esperienza, che intrepretano il lusso come la possibilità di passare del tempo con la propria famiglia in un luogo lontano da casa sentendosi al contempo a casa. “Offriamo un’ospitalità che è la ‘nostra’ ospitalità, un marchio che supera ogni certificazione”.

Il maître Dal Corso la illustra portando per mano l’interlocutore tra luoghi, colori e sapori del territorio in un modo che solo chi li conosce e comprende a fondo può fare. E così gli ospiti possono pensare di arricchire il periodo in Villa, per esempio, con una puntata all’isola di San Pietro in Volta , “dove mio padre mi fece mangiare un piatto di spaghetti così buono quando avevo sette anni che ancora lo ricordo”.

Sono luoghi “di famiglia” che Dal Corso condivide con chi arriva a Villa Franceschi per farlo sentire parte di una storia. Ha una fotografia di quel piatto di spaghetti di oltre quarant’anni fa e da pochissimo ne ha messa accanto un’altra di foto, quella di sua figlia: stessa età, stesso luogo e ancora un piatto di spaghetti. “I figli come lo specchio di quello che sei stato tu”, racconta, e che “intendi trasmettere perché la storia continui”. Solidissime radici, dunque, e altrettanta verve innovativa nella vita di un maître de maison come Dal Corso, che riconosce all’associazione alberghiera Relais- Châteaux il merito “di avermi consentito di viaggiare, di conoscere, di confrontarmi, di sperimentare e al fine di poter continuamente fare una sintesi tra tradizione e innovazione”.

Il pilastro di Villa Franceschi è tutta la famiglia Dal Corso, insieme alla sua storia: papà Remigio è il cuoco, mamma Valeria cura l’ospitalità, il fratello Dario è il riferimento per cantina eventi e ristorazione, Alessandro cura le relazioni, l’immagine e guarda lontano. Con loro c’è una squadra di quaranta persone. Tutti insieme sono convinti che nell’organizzare l’ospitalità “a fare la differenza sia il rapporto umano. Un sorriso, una stretta di mano, la condivisione di esperienze e idee sono fondamentali”.

Villa Franceschi è stato il primo 5 stelle della Riviera del Brenta ed “è stato il risultato dell’impegno di tre generazioni”. Se Dal Corso oggi è il maître de maison che è, lo è per le esperienze che la sua famiglia gli ha consentito di vivere.

“La presenza costante dei nonni e dei loro racconti, i ricordi di guerra del nonno e i dettagli della cucina della nonna quando lavorava in osteria – elenca – la vita di mamma e papà condivisa sempre con noi figli, l’incontro con mia moglie e l’integrazione di due mondi”.

Ogni maître de maison ha un suo patrimonio che traspira da ogni azione e modo di fare. L’ospite lo respira e lo coglie come un unicum che può condividere. È così che Villa Franceschi è diventata “un salotto cosmopolita” e “la nostra quotidianità una forma di arte che cambia in continuo”.

Russi, francesi, australiani, canadesi, statunitensi, ucraini, kazaki… L’elenco delle aree di provenienza degli ospiti è infinito, come sono sempre nuove le esperienze che essi desiderano vivere in Villa, che così è diventata cornice per il matrimonio cinese, il compleanno indiano, le feste con le peculiarità di tanti Paesi diversi. “Un avvicendamento fantasmagorico di luci, colori, immagini, figure da cui non è possibile non lasciarsi coinvolgere per essere davvero ospitali”, conclude il mâitre.

MIRA (VE)
tel. (+39) 041 4266531

Alessandro Dal Corso

 

« »