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ODONTOIATRIA NEURO-MIO-FASCIALE

Ott 31 • IN PRIMO PIANO, NEWS • 245 Views • Nessun commento su ODONTOIATRIA NEURO-MIO-FASCIALE

È l’innovativo approccio clinico che la dottoressa Miglietta applica a tutti i percorsi di cura della bocca

L’odontoiatria neuro-mio-fasciale è una specializzazione, ma soprattutto un modo differente di concepire l’odontoiatria e la cura della bocca. Si tratta di riabilitare in modo complessivo l’equilibrio funzionale di tutte quelle strutture che ci consentono di deglutire, masticare, parlare, sorridere”.

La dottoressa Paola Miglietta si occupa da vent’anni di riabilitazione odontoiatrica neuro-mio-fasciale, un approccio clinico di eccellenza che applica a tutti i settori della terapia odontoiatrica. Il suo è un curriculum di eccellenza nell’odontoiatria restaurativa estetica, protesica e conservativa, nella gnatologia e nella terapia delle disfunzioni cranio-cervico-mandibolari.

Tra le specializzazioni spiccano un master di II livello in riabilitazione odontoiatrica neuro-mio-fasciale e la frequenza dell’Accademia Italiana di Kinesiografia ed Elettromiografia Cranio Mandibolare e dell’International Academy of Posture and Neuromuscular Occlusion Research. Svolge la libera professione nel suo studio di Firenze e collabora con numerosi specialisti in otorinolaringoiatria e audiologia per la terapia dell’afferenza somatosensoriale trigeminale dell’acufene. Dal 2015 dirige e coordina l’Unità di diagnosi e terapia multidisciplinare delle disfunzioni cranio-cervico-mandibolari, da lei fondata presso la casa di cura Villa Donatello.

“Con questo approccio clinico – spiega – curiamo non solo i denti ma anche i muscoli, le fasce connettivali, le articolazioni temporo-mandibolari e la rete d’innervazione. L’obiettivo è ristabilire l’armonia del sistema, restaurare le strutture alterate preoccupandosi che esse si integrino reciprocamente con il resto della bocca, evitando ad altre parti dell’organismo un lavoro di compenso che, qualora eccessivo, porterebbe a uno stato patologico”.

Più il corpo è costretto a compensare, più aumentano i rischi per la salute. Quali parti sarebbero eventualmente a rischio?

“A seconda degli stadi potranno ammalarsi il cavo orale, il sistema cranio-cervico-mandibolare e infine i distretti che neurologicamente si collegano alla bocca, come la colonna vertebrale, i centri dell’equilibrio, dell’udito, della vista, il sistema nervoso neurovegetativo, fino a importanti aree dell’encefalo che influenzano il nostro comportamento”. I vantaggi appaiono evidenti. “L’approccio odontoiatrico neuro-mio-fasciale rappresenta il gold standard in ogni iter terapeutico odontoiatrico. Consente di ottenere una migliore qualità di salute e la sua stabilità nel tempo, mirando a un equilibrio armonico dell’intero sistema. È questo il futuro”.

FIRENZE
tel. (+39) 055 488354

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