NON BASTA CURARE UN PAZIENTE, BISOGNA AVERNE CURA

Nov 27 • IN PRIMO PIANO • 849 Views • Nessun commento su NON BASTA CURARE UN PAZIENTE, BISOGNA AVERNE CURA

Questo il motto dell’Ospedale Cardarelli di Napoli. Una storia di eccellenza per una realtà che si sta rinnovando.

Era il 1927 quando “ritenuta la necessità urgente e assoluta di provvedere alla costruzione a Napoli di un ospedale adeguato alla popolazione della detta città e rispondente alle moderne esigenze sanitarie” fu emesso il Regio Decreto legge n°24 del 06.01.1927 e il successivo Regio Decreto legge n°2573 del 23.12.1937, con i quali furono disposti, rispettivamente, la costruzione e il completamento del Nuovo Ospedale di Napoli. Circa 1.300 posti letto, nulla di simile si era mai visto prima in tutto il Mezzogiorno. Con il Decreto del prefetto della Provincia di Napoli n°137/div.san.n°2436 del 02.06.1942 fu poi autorizzata “l’apertura e l’esercizio dell’Ospedale XXIII marzo” allo Scudillo di questo capoluogo” che, non tutti lo sanno, fu chiamato in un primo momento “XXIII marzo” e solo successivamente – con delibera del 19.08.1943 a firma del commissario prefettizio – intitolato “al glorioso nome di Antonio Cardarelli, clinico insigne, luminare della scienza medica” con il nome di “Grande Ospedale Antonio Cardarelli” attribuendolo all’ente Ospedali Riuniti di Napoli. Essere “vicino al sofferente con competenza e amore” è il pensiero che ha caratterizzato, da sempre, il Cardarelli – ‘o Spital ‘e Napule. Una storia di eccellenze da tutti riconosciuta, un’ospedale del quale “tanti parlano male, ma nessuno può farne a meno”. E proprio per onorare un glorioso passato da un anno e mezzo circa è iniziato il nuovo corso del Cardarelli. L’Azienda Ospedaliera di Napoli, la più grande del Mezzogiorno, punta con forza a risollevarsi e lo fa mettendo in campo nuove tecnologie, protocolli gestionali snelli e, come sempre, la professionalità dei suoi dipendenti. “La sfida per il prossimo futuro – spiega il direttore generale Ciro Verdoliva – è quella di migliorare sempre più in ogni ambito dell’assistenza. Sia nell’emergenza, che a oggi assorbe gran parte delle nostre risorse, sia nell’elezione. Basti evidenziare il rapporto emergenza/ elezione (83% – 17%) che, nonostante un tale sbilanciamento, fa comunque del Cardarelli un’ospedale con un’importante componente di professionalità al servizio dei pazienti con interventi di altissimo livello. In questo senso si potrebbero portare tanti esempi, sia dell’area medico-chirurgica, che in quella dei servizi. Ma l’elenco sarebbe troppo lungo e preferisco pensare al lavoro di squadra, al quale tengo molto e che al Cardarelli si esprime al meglio”.

Fragili come fiori di vetro, forti come solo la vita sa essere. L’amore è ciò che traccia la linea di confine tra curare e prendersi cura.

Come si rapporta una struttura come il Cardarelli con una realtà complicata come quella di Napoli?

“In maniera complessa. Potrebbe sembrare una battuta, ma non è così. Napoli è un luogo dalle mille anime, dai mille pregi, ma anche dai mille problemi, complessa come i nostri mille posti letto. Per questo, il Cardarelli deve necessariamente tenere conto della realtà sociale nel quale si trova… non farlo sarebbe un errore. Pensiamo, per esempio, al pronto soccorso, la ‘porta’ di ingresso all’ospedale. Per garantire una maggior sicurezza del personale abbiamo potenziato da tempo il servizio di vigilanza, ma la vera novità sono gli strumenti tecnologici e gestionali. I familiari in attesa dei loro cari possono seguire in tempo reale su monitor di cortesia tutto il percorso di diagnosi e cura che avviene in pronto soccorso. In questo modo si riducono le tensioni e si evitano momenti di attrito. Allo stesso modo il personale medico ha a disposizione dei tablet con i quali è possibile accedere in tempo reale alle informazioni di cartella del paziente. Di recente abbiamo anche introdotto un sistema basato su braccialetti dotati di codice a barre e colori di identificazione triage. Sono solo alcune delle misure che ci aiutano a lavorare al meglio, sempre con il solo obiettivo di garantire la salute dei nostri utenti”.

La nostra è una famiglia chiamata a mille preoccupazioni. Una famiglia che ha valore solo se riesce a restare unita.

I problemi e le opportunità legati alla gestione di un grande ospedale?

“Devo dire che i problemi sono molteplici e su più livelli di competenza. Gestire un’azienda ospedaliera delle dimensioni del Cardarelli non è semplice, specie considerando il suo valore aggiunto di complessità. È per questo, che quando mi sono insediato ho voluto creare una squadra competente solida e affidabile: nessun manager può avere successo senza un team di valore. Ho scelto di avere al mio fianco come direttore sanitario il dottor Franco Paradiso e come direttore amministrativo l’avvocato Anna Iervolino. Mi limito alla direzione strategica perchè , anche qui, l’elenco sarebbe troppo lungo. Ma i cardarelliani meriterebbero di essere menzionati a uno a uno”.

La tecnologia ha varcato soglie che mai avremmo potuto immaginare, aprendo la strada a nuove prospettive di cura

Qual è il valore della formazione all’interno dell’ospedale?

“Basta uno sguardo al mio percorso professionale per capire quanto la formazione sia importante nella mia visione del mondo. In una società altamente competitiva come la nostra e in un contesto nel quale le innovazioni si muovono alla stessa velocità delle idee, non credo si possa avere l’ambizione di emergere se non si punta sulla formazione continua. I rapidi sviluppi della medicina, in termini di conoscenze e tecnologie, hanno reso e rendono l’Ecm uno strumento necessario per restare al passo con i cambiamenti e aggiornare le competenze individuali. Analizzando, dunque, le esigenze espresse dal personale e coniugandole agli obiettivi strategici in linea con quelli regionali, l’azienda ospedaliera, pianifica ed eroga progetti formativi aziendali ed eventi residenziali che mirano a tenere costante l’aggiornamento professionale dei propri dipendenti. Il Centro di Formazione del Cardarelli, ha acquisito il ruolo di provider della Regione Campani per offrire questi corsi di aggiornamento professionale accreditati al personale e di altre strutture, sia ospedaliere che universitarie. Corsi base, avanzati e personalizzati di Microchirurgia Sperimentale, di Videolaparoscopia, documentazione per medici e infermieri, corsi per la legalità, la trasparenza e l’anticorruzione. Inoltre, il centro è impegnato in vari progetti formativi, nella realizzazione ed erogazione di corsi in modalità Fad che integrano i percorsi formativi residenziali e rappresentano lo step tecnologico più avanzato dell’attività didattica e formativa attualmente disponibile. Sono, senza alcun dubbio, il vero e proprio futuro della formazione e dell’aggiornamento, e anche in questo caso il Cardarelli c’è”.

Il destino dell’uomo resta però nelle mani dell’uomo. Unico timoniere capace di navigare verso porti sicuri.

Un punto di forza che non cambierebbe mai e uno debole che, invece, modificherebbe subito se potesse?

“Mi piace – in questo senso – riprendere le parole del governatore Vincenzo De Luca, che ci ricorda – sempre ‘quando si parla di sanità l’unico grande obiettivo dev’essere quello di metterci al servizio della gente, prenderci cura del paziente’. Noi cardarelliani siamo pronti nel continuare in quel solco tracciato da chi ci ha preceduto, da chi ci è stato di esempio. Anche se ‘è difficile essere all’altezza di un glorioso passato: è un’eredità pesante che, tuttavia, rende orgogliosi coloro che, operando nel Cardarelli con forza e volontà, ne affermano quotidianamente l’alta professionalità e lavorano per creare le condizioni di un rinnovato slancio della sanità pubblica – nella Regione Campania e nella città di Napoli – con l’obiettivo di essere la speranza per chi soffre e si affida per migliorare la propria salute’. Tuttavia il sistema è veramente complesso, in un misto tra ‘prevedibilità’ e ‘imprevedibilità’ si manifestano delle situazioni al confine tra ordine e caos che generano l’apparizione improvvisa (emergence) di regolarità inattese. E allora non possiamo e non dobbiamo nascondere i problemi che un tempo subivamo e che oggi governiamo, così che non si trasferisca all’esterno quel concetto di ‘ammuina’ tanto caro a chi – a volte con superficialità – tende a screditare il lavoro dei più. Ma, nonostante tutto, ci prendiamo cura del paziente; il che significa andare oltre, a volte anche oltre i propri limiti, senza perdere mai di vista l’obiettivo: servire il paziente con passione. Questa è la sfida per chi è chiamato a garantire salute. Noi cardarelliani crediamo che il compito di ciascun medico non sia semplicemente di curare, bensì quello più ampio di ‘prendersi cura’ dell’ammalato. È per questo che il nostro motto è ‘lavoriamo per garantire salute’”.

Essere affianco del paziente con competenza e amore, trasformare ogni gesto in un gesto di cura. Curare il corpo, curare l’anima.

Quali sono i provvedimenti attuati nei primi 18 mesi che rifarebbe e quali che non rifarebbe?

“Rifarei, senza dubbio, uno per tutti: il Centro Dafne – Codice Rosa. Un luogo dove le pazienti trovano il dovuto sostegno in Pronto Soccorso, da parte dei nostri operatori formati per individuare da subito i segni della violenza e trattare la vittima con ancora maggior attenzione e delle psicologhe dell’Associazione Salute Donna. Ma anche la consulenza necessaria a inserire in cartella un referto che chiarisca, e dia valore legale, al danno psicologico che è conseguenza della violenza fisica o morale. Al contrario, non vedo provvedimenti da non rifare: la direzione strategica lavora in scienza e coscienza con il rispetto delle regole e la massima attenzione alla trasparenza. Uno stile di direzione che non lascia mai spazio ai ‘se’ e ai ‘ma’”.

E’ l’umanità che si accompagna alla cura, la voglia di trovare un sorriso oltre la stanchezza, che rendere dignità alla sofferenza.

Possiamo concludere questa intervista con un’ultima battuta…

“Una cosa è certa: non permetterò a nessuno di gettare discredito sul Cardarelli e sui cardarelliani. La nostra è una grande famiglia attiva da sempre per raggiungere gli obiettivi posti dal governatore Vincenzo De Luca e fornire assistenza di qualità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Perché è questo che facciamo qui: lavoriamo per garantire salute”.

NAPOLI
tel. (+39) 081 7471111

 

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