Maxillo-facciale: UN riferimento per il centro Italia

Lug 8 • NEWS • 3651 Views • Nessun commento su Maxillo-facciale: UN riferimento per il centro Italia

Il professor Tommaso Cutilli dirige l’Unità Operativa Complessa e la scuola di specializzazione

 

L’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale San Salvatore di L’Aquila esiste da oltre trenta anni ed è da sempre una ‘Operative Teaching Unit’, palestra di formazione di centinaia di studenti di medicina e chirurgia, di odontoiatria e protesi dentaria e di decine di specializzandi. In occasione delle celebrazioni dei 150 anni della Repubblica Italiana, il professore Tommaso Cutilli, a capo della struttura e della scuola di specializzazione, ha realizzato l’articolo “La chirurgia maxillo-facciale: nascita e sviluppo di una nuova specialità chirurgica in Abruzzo. La memoria storica di un trentennio”, una ricostruzione importante per l’unità operativa, che poggia la propria attività su una robusta tradizione clinica, scientifica e didattica, coniugandola alle tecniche e tecnologie più avanzate. La struttura è sede di un’eccellente attività clinico-chirurgica rivolta alla ricostruzione complessa in traumatologia cranio-facciale, al trattamento di tumori benigni e maligni delle ossa mascellari e a quello dei tumori del cavo orale, di cui è centro di riferimento per la diagnosi precoce. L’operato è inoltre indirizzato alla correzione tridimensionale delle dismorfosi maxillo-facciali, al trattamento della patologia ossea disontogenetica, osteolitica e distrofica, oltre che alla cura di patologie emergenti quali la osteochemonecrosi dei mascellari da bifosfonati e dei disturbi dell’articolazione temporo- mandibolare, sui quali si interviene con chirurgia mininvasiva (artrocentesi e artroscopia Onepoint) od open, basata sulla diagnostica funzionale digitale integrata, unica nel suo genere presente da circa 25 anni in una struttura pubblica del centro Italia. L’Operative Teaching Unit è sempre stata caratterizzata da un’intensa attività di studio e ricerca, sia clinica che di base, riconosciuta “nel 2013 – racconta Tommaso Cutilli – anche dalla rivista inglese The British Journal of Oral and Maxillofacial Surgery”. Nella struttura l’interesse clinico-scientifico è inoltre focalizzato sui campi traumatologico e delle dismorfosi, “tanto che – ricorda il professore – le ricerche svolte hanno consentito, tra l’altro, di applicare la navigazione chirurgica e la litoscultura, ossia la costruzione, caso per caso, di modellini delle regioni facciali da sottoporre a intervento chirurgico, realizzati all’interno della stessa struttura (chirurgia avanzata “custom made” con set-up di simulazione). L’unità operativa – conclude – attrae pazienti da ogni dove e, negli ultimi anni, abbiamo implementato, organizzato e realizzato una specifica attività rivolta ai soggetti non collaboranti affetti da autismo, ritardo mentale e patologie simili”.

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