L’isola che c’è. L’Isola di Ischia.

Ott 27 • CONSIGLI • 1990 Views • Nessun commento su L’isola che c’è. L’Isola di Ischia.

Chi la cerca è sicuro di trovarla. Chi la trova è sicuro di non scordarla. Ischia tra storia, leggenda e poesia

 

L’isola d’Ischia rappresenta una delle nostre eccellenze, un’area turistica dove si è realizzata la tesi che lo sviluppo locale passa dall’idea che il territorio e la sua cultura non sono solo una cornice, ma fattori di crescita e sviluppo sostenibile. Per valorizzare le potenzialità di questa splendida isola, le logiche del marketing territoriale ci impongono un cambio di mentalità allo scopo di promuovere l’identità territoriale con le sue produzioni tipiche e di eccellenza facendo rete, facendo sistema. Il rilancio di quest’area durante i periodi di bassa stagione sta già avvenendo, ma le sfide del turismo, per essere vinte, hanno bisogno di nuovi strumenti e i distretti turistici e la nuova legge regionale ci spingono decisamente nella direzione giusta.

Come Regione stiamo puntando decisamente tutto su Turismo e Beni Culturali, promuovendo modelli innovativi di sviluppo locale centrati sulla salvaguardia e la valorizzazione delle risorse culturali dei territori, per rafforzare da un lato le azioni di recupero, conservazione e gestione e, dall’altro, per qualificarne l’offerta con il potenziamento di servizi e di attività capaci di diffonderne la conoscenza e la capacità di attrarre flussi turistici.

La Regione, quindi, è impegnata a creare un sistema regionale nei beni culturali, che sia al servizio del turismo di qualità e che valorizzi non solo il singolo sito, ma anche tutta l’area su cui esso insiste ed a far crescere la consapevolezza che questo patrimonio non va solo ben tutelato, ma può e deve essere il volano per la crescita economica e culturale di tutto il territorio.

Le dinamiche che orientano il mercato turistico corrono veloci e ciò che funziona oggi già tra un paio d’anni potrebbe risultare fatalmente obsoleto. L’assunto è noto a chiunque operi nel settore turistico in maniera più o meno professionale, che insegni marketing all’università, possegga un grande albergo o gestisca visite guidate. Un po’ meno in Campania, regione che per paradosso ospita sette siti Unesco e alcuni tra i paradisi naturali più rinomati del mondo e che quindi dispone di un patrimonio culturale e ambientale immenso oltre che del sistema ricettivo più strutturato del Mezzogiorno.

Della legge sul turismo che abbiamo approvato pochi me si fa, dopo un’attesa che è durata per oltre un trentennio, se ne parlava quando le vacanze si prenotavano in agenzia coi pezzi di carta. Oggi, nell’epoca della rete, dove la velocità è tutto o quasi, la Campania si è FINALMENTE (prendo in prestito l’avverbio usato proprio dal Il Sole24ore per salutare l’approvazione della legge), dotata di uno strumento per governare le nuove esigenze dei territori e degli addetti ai lavori, ma anche per dare risposte concrete ad un’economia dove il settore turistico-culturale rappresenta ormai l’unica concreta risorsa di crescita e sviluppo della Campania.

Assessore Pasquale Sommese

Assessore Pasquale Sommese

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