L’evoluzione dei bendaggi e la rivoluzione ” Kinesio”

Apr 10 • NEWS • 1867 Views • Nessun commento su L’evoluzione dei bendaggi e la rivoluzione ” Kinesio”

Nasce in Giappone, oggi è usato dagli sportivi di tutto il mondo. Il dottor Antonio Pagni illustra i plus dell’innovativo bendaggio.

Negli anni Settanta/Ottanta ho iniziato una lunga esperienza nel campo dei bendaggi di vario genere, ho vissuto in prima persona sia in teoria che pratica con dimostrazioni in collaborazione delle più importanti aziende del settore, l’evoluzione dei vari tipi di bendaggi, dalla semplice fascia elastica fino ai bendaggi funzionali come il taping e ogni tipo di fasciatura ha le sue caratteristiche in base al tipo di patologia. Con il trascorrere degli anni, lavorando con atleti professionisti, mi accorsi che i bendaggi elastici adesivi davano risultati superiori agli altri perché contenevano, drenavano, lasciavano minori postumi e riducevano il dolore permettendo un più rapido recupero dell’atleta. Quando un muscolo è “edematoso” lo spazio tra la pelle e il muscolo è compresso, limita il flusso linfatico creando pressione nei recettori causando segnali di disagio cioè dolore, di conseguenza riduzione del movimento.
Così utilizzai questa metodica su alcuni calciatori della Nazionale italiana di calcio ai Campionati Mondiali Usa del 1994. Tuttavia, le fasciature elastiche adesive del periodo creavano qualche problema di durata e di tenuta, tanto che necessitavano, prima dell’applicazione, un’accurata igiene della pelle e la durata era breve perché non traspiravano e potevano sviluppare intolleranze o reazioni di tipo allergico. Inoltre, non erano impermeabili all’acqua. Nel 1988 fu introdotto ufficialmente in Italia, in America e in Europa il kinesio è anallergico, elastico adesivo, non medicato e resistente all’acqua. La metodica, in realtà nata in Giappone, fu utilizzata per la prima volta in campo riabilitativo alla fine degli anni Ottanta sulle atlete della Nazionale giapponese volley femminile. Oggi viene utilizzato in tutto il mondo da sportivi professionisti. Può essere applicato per diverse patologie: traumatologia, fisioterapia, linfatica, neurologia, sportivi, posturale, ecc. Può essere mantenuto per qualche giorno dopo l’applicazione. Per le varie tecniche di taping sono previste procedure di corsi formativi solo professionisti, per garantire risultati di alto livello terapeutico.
In letteratura ci sono pochi lavori scientifici sulla riabilitazione con il kinesio in neurologia. Il dottor Gino Volpi, referente per le malattie cerebrovascolari dell’unità operativa in neurologia dell Asl 3 di Pistoia, ha contribuito insieme alle mie colleghe a uno studio pilota dal 2009 al 2010: il kinesio è stato applicato a pazienti colpiti da ictus. Secondo i dati riportati da Alice (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale) in Italia sono, infatti, oltre 700mila le persone che ogni anno vengono colpite da grave malattia. L’applicazione del cerotto viene fatta in base a test biomeccanici, in modo che sia accertata la professionalità nell’applicazione del cerotto stesso. Il consiglio è quello di rivolgersi a fisioterapisti d’esperienza e operatori specializzati e qualificati nell’applicazione dello stesso.

Antonio Pagni

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