LE NUOVE FRONTIERE DELLA CARDIOLOGIA

Set 8 • NEWS • 2680 Views • Nessun commento su LE NUOVE FRONTIERE DELLA CARDIOLOGIA

Al reparto di Cardiologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco

La S.C. di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino è una SC Cardiologia delle più importanti strutture italiane specializzate nello studio, diagnosi, cura e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Una delle nuove frontiere della cardiologia interventistica è rappresentata dal trattamento transcatetere dell’insufficienza mitralica funzionale. “Offre una soluzione non chirurgica a pazienti spesso anziani, giudicati inoperabili o ad alto rischio operatorio – dichiara la dottoressa Patrizia Noussan, direttore S.C. Cardiologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco -. Il nostro centro è stato uno dei primi in Italia a impiantare il Sistema Carillon per ridurre la dilatazione dell’anello valvolare mitralico. Eseguiamo inoltre interventi di chiusura dell’auricola sinistra, sede del 90% dei trombi responsabili dell’ictus ischemico, nei pazienti con fibrillazione atriale e controindicazione alla terapia anticoagulante per elevato rischio emorragico”. Il laboratorio di emodinamica dell’ospedale San Giovanni Bosco ha acquisito, negli ultimi 10 anni, un elevato livello di specializzazione nel trattamento della malattia coronarica complessa, ovvero le occlusioni coronariche croniche totali – in passato gravate da alto rischio di complicanze e basso successo procedurale -, e della malattia coronarica severamente calcifica. Il trattamento delle occlusioni coronariche croniche, in pazienti selezionati con sintomatologia ed evidenza di ischemia miocardica significativa, ha avuto negli ultimi anni grande evoluzione grazie all’ utilizzo di materiali dedicati e tecniche innovative come la tecnica retrograda IVUS-guidata. “In particolare l’approccio retrogrado, ovvero il passaggio di fili guida ‘contro corrente’ attraverso esili rami collaterali, consente la riapertura delle coronarie cronicamente occluse non trattabili con la tecnica tradizionale anterograda, ottenendo un successo procedurale fino al 95% se eseguito da operatori con grande esperienza – afferma il dottor Roberto Garbo, direttore S.S. Emodinamica e Cardiologia interventistica dell’ospedale San Giovanni Bosco -. La coronaropatia calcifica che impedisce la dilatazione delle lesioni con il palloncino da angioplastica viene trattata con l’aterectomia rotazionale. Ci siamo dedicati allo studio di queste tecniche sino a divenire un’eccellenza nazionale: organizziamo corsi teorico-pratici, congressi di livello nazionale e internazionale e trattiamo pazienti con malattia coronarica complessa provenienti da tutta Italia”.

 

TORINO

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