LAPAROSCOPIA E ROBOT PER IL TUMORE AL RENE

Apr 26 • NEWS • 1139 Views • Nessun commento su LAPAROSCOPIA E ROBOT PER IL TUMORE AL RENE

Le Molinette-Città della Salute e della Scienza all’avanguardia

Pur trattandosi di una malattia aggressiva, il tumore del rene nell’80% dei casi è localizzato e quindi passibile di trattamento chirurgico con intento curativo. Di questo approccio alla patologia si occupa il professor Paolo Gontero associato di Urologia all’Università di Torino e attivo all’ospedale Molinette-Città della Salute e della Scienza, dove si opera anche con il robot da Vinci Xi Hd, la sesta generazione del sistema robotica, e si praticano circa 150 interventi l’anno su tumori al rene. “Fino a 6-7 centimetri di tumore è possibile intervenire con una chirurgia parziale, salvaguardando la parte del rene non interessata dal tumore”, spiega il chirurgo. “L’indicazione alla chirurgia ‘conservativa’ deve essere sempre tentata quando possibile per tumori più piccoli (al di sotto dei 3-4 centimetri)”. Una simile scelta, rispetto alla nefrectomia totale, è ormai consolidata poiché “si è constatato che i risultati oncologici sono sovrapponibili”. Inoltre, nonostante si possa vivere con un rene solo, “con un rene e mezzo, o tre quarti, si vive meglio”. Ciò vale ancor di più quando si è in presenza di soggetti che soffrono già di insufficienza renale, una condizione che “interessa circa il 30% della popolazione adulta”. In tali soggetti, sottolinea Gontero, “è un imperativo risparmiare il rene”. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che “pazienti con insufficienza renale cui è stato asportato completamente un rene hanno un rischio di mortalità più alto per le complicanze generate dall’insufficienza renale che non per il tumore”. La nefrectomia parziale è effettuata alle Molinette-Città della salute per la maggior parte con la chirurgia mininvasiva, attraverso laparoscopia o chirurgia robotica. “In buona parte dei casi si interviene mediante laparoscopia – spiega il professore – e si ricorre alla robotica nei casi più complessi”. Vi sono situazioni in cui non è possibile praticare l’intervento perché i pazienti sono a rischio chirurgico a causa dell’età avanzata o per la presenza di gravi malattie concomitanti. In tali casi, quando il tumore è di piccole dimensioni (sino a 3 centimetri) può essere sufficiente tenere sotto controllo la malattia con controlli periodici senza praticare alcun intervento. In alternativa è oggi possibile praticare piccoli interventi in anestesia locale in cui vengono inseriti nel tumore degli aghi attraverso i quali vengono applicate fonti di energia (come le radiofrequenze) in grado di distruggere il tumore.

TORINO

tel. (+39) 011 0916518

paolo.gontero@unito.it
www.paologontero.it

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