IMMUNONTERAPIA: ARMA ANTITUMORE

Nov 26 • NEWS • 1373 Views • Nessun commento su IMMUNONTERAPIA: ARMA ANTITUMORE

Alla Fondazione del Piemonte per l’Oncologia si sviluppano protocolli sperimentali in questo ambito, con buoni risultati

La strada della terapia dei tumori si fa sempre più luminosa. Un’altra conferma arriva dall’Istituto per la Ricerca sul Cancro-Fondazione del Piemonte per l’Oncologia (Ircc-Fpo) di Candiolo (Torino). Nell’Istituto, realizzato con le donazioni dei piemontesi e gestito da una Onlus si svolge attività di ricerca, in convenzione con l’Università di Torino, e attività clinica, in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. A guidare la Divisione oncologica, dove si somministrano terapie immunologiche su pazienti affetti da neoplasie, c’è Massimo Aglietta, oncologo, con una lunga esperienza professionale sia in Italia sia all’estero: dopo aver lavorato in Svizzera, Olanda e Francia ora è professore ordinario di Oncologia medica all’Università di Torino e, nella stessa università, direttore della Scuola di specializzazione in Oncologia medica, Nuovo ordinamento; coordina inoltre il Dottorato di ricerca in Scienze biomediche e Oncologia umana. “Da quando l’oncologia è entrata nell’era moderna – dice – è stata accettata da tutti l’importanza del sistema immunitario nel prevenire lo sviluppo di neoplasie e anche il fatto che la sua attivazione può contribuire al controllo della crescita tumorale. Questa conoscenza, tuttavia, è stata difficile da tradurre nella pratica clinica, anche se recentemente si sono sviluppati nuovi farmaci. In pazienti con melanoma avanzato si è dimostrato che è possibile attivare il sistema immune del paziente stesso contro il proprio tumore. Cosa che avviene con una tossicità relativamente modesta. I primi risultati sono stati solo parzialmente positivi: il controllo della malattia avveniva in una piccola percentuale di pazienti. L’impressione di essere sulla strada giusta è stata data dall’osservazione che nei casi responsivi il controllo della malattia era persistente”. Da lì, il passo verso lo sviluppo di nuove molecole e il loro impiego in differenti tipi di tumore è stato immediato. “I risultati sono estremamente incoraggianti”, dice Aglietta. “Siamo in una fase di sviluppo tumultuoso dei protocolli sperimentali di immunoterapia. Non sappiamo ancora il risultato finale, ma sappiamo che si tratta di una nuova arma che si affiancherà alla chemio e alle terapie a bersaglio molecolare, aumentando le probabilità di guarigione o quantomeno, prolungando la sopravvivenza e migliorando la qualità di vita quando la guarigione non è possibile”. Si tratta di una vera e propria novità nel panorama della ricerca sul cancro, tanto che la prestigiosa rivista Time l’ha considerata la “terapia dell’anno”. Un corretto sviluppo e impiego di queste nuove terapie, richiede strutture con competenze specifiche e tecnologie avanzate. La Divisione universitaria di Oncologia medica dell’Ircss di Candiolo, dove i medici interagiscono con i colleghi dei centri diagnostici e i ricercatori dei laboratori, è certamente una di queste.

MASSIMO AGLIETTA – UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO
ISTITUTO DI CANDIOLO – FPO IRCCS
CANDIOLO (TO)

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