IL TUMORE AL SENO SI PUÒ SCONFIGGERE

Apr 15 • NEWS • 1748 Views • Nessun commento su IL TUMORE AL SENO SI PUÒ SCONFIGGERE

Grazie a un’attenta prevenzione, con visite specialistiche periodiche ed esami strumentali ad hoc

Il tumore della mammella è il più frequente tumore maligno nel sesso femminile e uno dei più temuti ma, grazie ai progressi della Diagnostica per Immagini e alla diffusione della prevenzione, può attualmente essere diagnosticato anche in fasi molto precoci, cosicché oggi la guarigione, nelle forme non estese, si ottiene in oltre il 90% dei casi, tanto che in molte Regioni Italiane, da diversi lustri, sono avviati programmi di screening mammografico. Nella diagnostica senologica, l’unico obiettivo è riconoscere precocemente il tumore: “Lo scopo – spiega il professor – Giovanni Gandini, direttore della Radiologia Universitaria dell’Ospedale Molinette di Torino – è quello di trovare tumori maligni sempre più piccoli, in un ampio range che va dalle lesioni precancerose, al carcinoma in situ (limitatissimo nell’estensione), fino alle forme conclamate, ma sempre possibilmente contenute entro i 2 cm di diametro. Infatti questi tumori guariscono in una percentuale altissima di casi con interventi non demolitivi, anche se spesso completati con la Radioterapia intra o post-operatoria e, non di rado, anche con alcuni cicli di chemioterapia”. Il professore Gandini è anche Professore Ordinario di Radiologia dell’Università degli Studi di Torino, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia della Città della Salute e della Scienza e opera inoltre presso la Clinica Fornaca di Sessant, sempre nel capoluogo torinese, oltre che nell’Istituto Radiologico Dario Gandini di Biella. La prevenzione per la diagnosi precoce dei tumori della mammella dovrebbe iniziare a 35-40 anni, mentre nelle pazienti più giovani è indicata una sorveglianza clinica, eventualmente completata da un’ecografia alla comparsa di un nodulo, con l’eccezione delle pazienti ad alto rischio (irradiate in giovane età per linfoma o con fattori di rischio BRCA1 e 2 positivi).-“In generale dai 40 anni in avanti – dice il professore – le signore dovrebbero effettuare annualmente un controllo senologico in un Centro radiologico condotto da operatori esperti e con disponibilità di apparecchiature adeguate ove, dopo la visita clinica, saranno sottoposte alla mammografia (eventualmente completata con tomosintesi) quasi sistematicamente associata all’ecografia (a volte completata con ecocolodoppler o elastosonografia). In casi selezionati, se lo riterrà opportuno, sarà lo stesso radiologo a consigliare un’integrazione con le indagini di secondo livello: risonanza magnetica, agoaspirato per citologia, biopsia per microistologia o mediante vacuo-aspirazione. Naturalmente nel tumore della mammella è fondamentale che siano sensibilizzati all’importanza della prevenzione anche i medici di medicina generale e che il radiologo, anche nella fase diagnostica, collabori con gli altri specialisti (anatomo-patologo, chirurgo e oncologo) e confronti la propria metodologia e i propri risultati con quelli della letteratura internazionale.

 

TORINO – BIELLA

giovanni.gandini@unito.it

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