IL TUMORE AL FEGATO SI PUÒ COMBATTERE

Set 9 • NEWS • 2455 Views • Nessun commento su IL TUMORE AL FEGATO SI PUÒ COMBATTERE

Chirurgia mininvasiva e innovazione al San Raffaele di Milano

La chirurgia è la terapia di scelta per i tumori del fegato, poiché a essa è legata la possibilità di lunga sopravvivenza e, in alcuni gruppi particolari, anche di guarigione. Il dottor Luca Antonio Aldrighetti, direttore della U.O.C. di Chirurgia epatobiliare dell’Ospedale San Raffaele di Milano, pone questa premessa per evidenziare l’importanza della chirurgia mininvasiva nell’approccio a questa patologia, una metodica che è entrata nella pratica della Chirurgia Epatobiliare in tempi relativamente recente a causa della complessità dell’organo cui deve essere applicata. Per l’Unità chirurgica del San Raffaele, nata 10 anni fa e da allora diretta da Aldrighetti, è stata un’evoluzione naturale misurarsi con la metodica mininvasiva non appena la tecnica lo ha reso possibile. Oggi “siamo il primo centro in Italia per casistica e tra i primi in Europa e nel mondo oc-cidentale – sottolinea -, con il 50% degli interventi effettuati in laparoscopia”. Dei 900 casi di resezione epatica in mininvasiva censiti in Italia dal Registro Nazionale attivo dal 2015 e coordinato da Aldrighetti, circa 200 sono stati effettuati nella sola Unità Chirurgica del San Raffaele. Qui si interviene sia sui tumori primitivi (epatocarcinoma e colangiocarcinoma), sia sui tumori metastatici. Inoltre, il centro diretto da Aldrighetti si qualifica a livello europeo per una particolare specializzazione nel trattamento chirurgico del tumore di Klatskin e della patologia metastatica avanzata, sia con le tecniche mininvasive sia, d’altra parte, con la maxiinvasività necessaria per il trattamento di situazioni speci_che. In tanti casi infatti l’asportazione della malattia richiede complesse ed estensive resezioni epatiche con utilizzo di tecniche innovative per stimolare la rigenerazione epatica (embolizzazione portale, two-stage hepatectomy, Alpps). “L’intervento in laparoscopia ha gli stessi esiti sulla patologia dell’operazione tradizionale, ma molti più vantaggi per la condizione generale del paziente – sottolinea il chirurgo -. Praticato ad addome chiuso, è meno impattante, riducendo le complicanze post operatorie e consentendo una più rapida ripresa”. In dieci anni l’Unità di Chirurgia epatobiliare diretta da Aldrighetti ha eseguito più di 2mila interventi resettivi sul fegato Lo sviluppo tecnologico ci consentirà interventi sempre meno invasivi e più ef- _caci, aumentando la possibilità di cura”, conclude Aldrighetti, che professionalmente è cresciuto al San Raffaele dopo la specializzazione in Chirurgia Generale, il PhD in Applicazioni Tecnologiche in Chirurgia e due anni trascorsi a Pittsburgh, occupandosi già allora di interventi al fegato e trapianto. È anche presidente di IGoMILS, l’associazione italiana della chirurgia mininvasiva del fegato nonché membro del board dell’International Laparoscopic Liver Society.

 

MILANO

tel. (+39) 02 26437808

« »