Il cardiologo clinico e interventista

Apr 9 • NEWS • 4052 Views • Nessun commento su Il cardiologo clinico e interventista

Una figura professionale chiave, dalla diagnosi all’intervento. Lo spiega il dottor Marco Miglionico.

C’è una figura professionale che sta crescendo, nel settore medico, e che rappresenta il presente e il futuro della professione, in ambito cardiologico, che unisce teoria e manualità. Si tratta della figura del cardiologo clinico e interventista. Il dottor Marco Miglionico, laureato e specializzato presso la prestigiosa Università Campus Bio-Medico di Roma, è uno dei protagonisti della frontiera della cardiologia. Alla laurea ha subito affiancato master in tecniche endovascolari-interventistiche innovative, seguiti sia in Italia che all’estero. Oggi il dottor Miglionico
è responsabile di funzioni professionali ed è tutor clinico-interventista, per gli studenti e i medici in formazione cardiologica, presso l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e svolge la sua attività privata presso la Casa di Cura Pio XI di Roma. In questa struttura, nella quale opera come cardiologo convenzionato anche con il sistema Sanitario dello Stato della Città del Vaticano (Fas), Miglionico fa parte di un vero e proprio team – composto anche dal padre Salvatore, pneumologo, cardiologo e internista, suo “esempio di vita e grande maestro” – che ha come obiettivo primario il raggiungimento dello stato di salute ideale del paziente. “Per far questo – spiega Marco Miglionico – il team si propone non solo di erogare prestazioni del migliore livello qualitativo, ma anche di comprendere e interpretare le necessità di ognuno fornendo una risposta rapida, gentile ed efficace alla richiesta di salute di chi a noi si rivolge”. Fine ultimo è quindi la centralità del paziente, che deve percepire la qualità del servizio, a tutti i livelli. Scopriamo nel dettaglio qual è il ruolo del cardiologo clinico e interventista. “La nostra competenza – spiega il medico – non si limita a eseguire diagnosi, per poi lasciare ad altri specialisti il percorso di cura. Nel momento in cui il paziente si presenta a noi con un problema di tipo cardiovascolare, questi viene seguito nella fase della diagnosi – per esempio con l’esecuzione della coronarografia – poi dell’eventuale intervento, l’angioplastica, per poi proseguire con il follow up”. Un unico interlocutore, dunque, con il quale il paziente può dialogare e con- frontarsi. “Nel caso specifico della Casa di Cura Pio XI di Roma, il team lavora in maniera coordinata: il paziente che si presenta con un’esigenza clinica viene preso in carico: alla nostra valutazione segue eventualmente il contatto diretto con altri specialisti, in modo che il percorso diagnostico e di cura non si interrompa mai, nemmeno dal punto di vista della relazione, agli occhi del paziente”. L’ambito delle malattie cardiovascolari, nel quale il dottor Miglionico opera, è vasto e importante, anche numericamente: le patologie cardiovascolari, infatti, sono nel nostro Paese responsabili del 45-50% dei decessi (con un 35% dovuto a cardiopatia ischemica). Causa della cardiopatia ischemica è molto spesso la degenerazione delle arterie coronariche (la cosiddetta arteriosclerosi), a sua volta provocata da dislipidemia, ipertensione, abitudine tabagica, diabete, oltre alla familiarità per le malattie cardiovascolari. L’ischemia miocardica si manifesta con evidenza nell’angina pectoris, che può condurre all’infarto miocardio acuto.
Come effettuare una sicura analisi delle sindromi coronariche? La medicina mette a disposizione l’elettrocardiogramma, analisi di laboratorio specifiche e l’ecocardiografia bidimensionale transtoracica, e soprattutto “il cateterismo cardiaco, la coronarografia e la ventricolografia. Con questi esami – spiega il medico – non solo si ottengono informazioni sulla morfologia delle lesioni, sulla sede della malattia vasale e delle aree disfunzionanti del ventricolo sinistro; si può procedere a trattare direttamente la lesione grazie alle tecniche di angioplastica coronarica percutanea”.
La coronarografia, eseguita dai cardiologi clinici interventisti visualizza le arterie che portano il sangue ossigenato al cuore, ed è indispensabile per decidere la tipologia del trattamento successivo che può essere la rivascolarizzazione miocardica attraverso angioplastica coronarica (Percutaneous transluminal coronary angioplasty-ptca) con impianto di stent o con intervento chirurgico di bypass aorto-coronarico (Coronary artery bypass graftcabg). In realtà, oggi il numero di pazienti con malattia coronarica che vengono sottoposti a rivascolarizzazione percutanea è di molto superiore rispetto a quelli trattati con terapia chirurgica, con uguale efficacia e notevole riduzione dei tempi di degenza e delle complicanze. L’angioplastica coronarica con impianto di stent è una procedura sicura ed efficace nel trattamento della cardiopatia ischemica, da più di 20 anni. “L’immediatezza del trattamento e le basse complicanze procedurali ne hanno fatto un’arma vincente contro l’infarto miocardico acuto e la cardiopatia ischemica in genere, rendendolo quindi un trattamento salvavita che riduce il rischio di eventi cardiaci avversi e la mortalità in un numero elevatissimo di persone”, conclude il dottor Miglionico.

ROMA
tel. (+39) 393 1783654
www.miglionicomed.it

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