GINOCCHIO: LE TECNICHE INNOVATIVE

Nov 25 • NEWS • 2441 Views • Nessun commento su GINOCCHIO: LE TECNICHE INNOVATIVE

Intervista al dottor Corrado Bait, ortopedico con la passione per lo sport

Nel ginocchio ci sono due menischi: mediale (interno) e laterale (esterno) e possono essere coinvolti da differenti lesioni traumatiche oppure consumarsi per fenomeni degenerativi legati generalmente a età o a difetti biomeccanici dell’articolazione. Il trattamento prevede un approccio conservativo nelle situazioni di degenerazione meniscale mentre in caso di rottura traumatica la soluzione chirurgica artroscopica rappresenta la terapia di prima scelta. Per addentrarci nell’argomento abbiamo intervistato il dottor Corrado Bait, aiuto responsabile nell’Unità Operativa di  Chirurgia del Ginocchio e Traumatologia dello Sport Humanitas Research Hospital di Rozzano.

Quali le soluzioni chirurgiche più indicate a un ginocchio incidentato? “Variano dalla meniscectomia selettiva, cioè l’asportazione solo della porzione lesionata di menisco, alla sutura  del menisco se la lesione è in una zona con capacità riparative, cioè ricche di sangue. Quest’ultima è assolutamente da preferire nei pazienti giovani per salvaguardare al massimo l’integrità dell’articolazione”.

Qual è il ruolo delle biotecnologie in ortopedia? “Differenti sono i campi di utilizzo delle biotecnologie applicate alla medicina e in particolare all’ortopedia: supporti sintetici o di derivazione animale per facilitare la crescita cellulare, particolari sistemi di concentrazione del sangue per utilizzare solo la componente cellulare necessaria alla riparazione, processi di coltura cellulare specifici per le cellule cartilaginee al fine di riparare i difetti condrali isolati, strumenti di stimolazione biofisica per la riparazione dei tessuti danneggiati”.

Quali risultati si ottengono con l’impiego di Scaffold? “Gli Scaffold, cioè quei supporti tridimensionali di origine animale o sintetica applicati nelle lesioni cartilaginee più importanti delle  articolazioni, permettono di riparare il danno e favoriscono la ricrescita di un tessuto il più similare possibile alla cartilagine naturale. A volte vengono arricchiti da un concentrato di sangue prelevato dal midollo osseo per fornire il maggior numero di cellule in grado di stimolare i processi di riparazione biologica”.

Qual è attualmente lo stato dei processi di riparazione biologica? “Le cellule provenienti dal sangue, dal tessuto adiposo o direttamente dai tessuti interessati possono essere coltivate in laboratorio o con appositi sistemi direttamente in sala operatoria per poi essere reimpiantate attraverso particolari sistemi tridimensionali che facilitano il loro attecchimento. Le applicazioni sonomolteplici e variano dall’utilizzo nei difetti di consolidazione delle fratture all’uso nelle patologie osteocartilaginee. Un fattore determinante però di queste metodiche è l’età del paziente, infatti essendo basate su processi biologici, sono fortemente influenzate dalla capacità di rigenerazione cellulare che, come sappiamo, è particolarmente attiva fino ai 40 anni”.

« »