FERITE COMPLESSE E NUOVE CURE

Nov 11 • NEWS • 2036 Views • Nessun commento su FERITE COMPLESSE E NUOVE CURE

Il professor Piergiorgio Pastore illustra dettagli e numeri di un fenomeno che riguarda molte persone

Una problematica chirurgica molto diffusa anche se poco conosciuta dal grande pubblico è quella delle ferite complesse o croniche che purtroppo caratterizzano la vita di tante persone. Di queste tematiche parliamo con il professor Piergiorgio Pastore,  ocente dell’Università La Sapienza di Roma, professore aggregato presso il dipartimento di Scienze chirurgiche. “Mi occupo di ferite complesse da oltre 20 anni. A livello ospedaliero assicuriamo assistenza attraverso l’ambulatorio attivo presso la quarta clinica chirurgica”.

Professore, cosa si intende per ferite complesse? “Si tratta di ferite croniche che non sono guarite nelle 6-8 settimane dal momento  n cui si sono manifestate. Parliamo quindi di lesioni del piede diabetico, ulcere da decubito e ulcere degli arti inferiori che  riconoscono una genesi prettamente vascolare. È un problema socioeconomico molto grave dal momento che i pazienti affetti da queste patologie nell’81% dei casi confermano come la loro qualità della vita sia notevolmente peggiorata da quando soffrono di tali lesioni. Anche la spesa sanitaria media (che, sottostimata, è superiore ai 150 milioni annui) dimostra come il fenomeno sia complesso”.

Quali sono i numeri del fenomeno e come curate le ferite complesse? “Facciamo fronte a una richiesta dei pazienti, tra quelli ospedalizzati e gli esterni che accedono agli ambulatori, di circa ottomila interventi annui. Redigiamo la cartella clinica per ogni paziente con anamnesi eseguendo screening vascolare. Poi con un gruppo di professionisti molto seri e preparati
(abbiamo anche la fortuna di avere in forma completamente gratuita professionisti già specializzati ex frequentanti master – (i dottori Greta Meccoli e Italo Strazzullo per la podologia e Andrea Veltri, tecnico ortopedico) scegliamo la strategia e le metodiche migliori per giungere alla cura delle ferite”.

Qual è l’ultima frontiera nella cura delle ferite difficili? “Sempre aperti alle novità che l’evoluzione tecnologica e la ricerca scientifica rende disponibili abbiamo iniziato ad utilizzare per la cura delle ferite croniche il trapianto di cellule mesentimali ricavate dalle cellule del grasso addominale e poi impiantate sulla ferita. Il tutto senza che si debba utilizzare il bisturi, con tempi di ricovero e di guarigione ridottissimi e con vantaggi quindi anche in termini economici”.

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