I FARMACI BIOSIMILARI SONO LA STRADA GIUSTA PER IL FUTURO?

Ott 8 • Senza categoria • 3820 Views • Nessun commento su I FARMACI BIOSIMILARI SONO LA STRADA GIUSTA PER IL FUTURO?

L’esperienza del dottor Paolo Dapavo, responsabile del Centro per la diagnosi e la cura della patologia psoriasica di Torino, sembra rispondere in modo positivo a questa domanda

La psoriasi è una malattia infi ammatoriacronica della pelle che in Italia colpisce circa due milioni di persone. Il 70% delle forme di psoriasi sono di entità lieve-moderata e curabili con terapia topica e fototerapia, mentre le rimanenti sono forme gravi che necessitano di farmaci sistemici convenzionali o biologici. Questi ultimi “sono diretti contro specifi – che molecole responsabili della psoriasi e, sebbene abbiano cambiato drasticamente la storia naturale di questa e altre malattie infi ammatorie, sono ancora oggi sottoutilizzati a causa dei loro costi elevati. Una variabile da tenere in considerazione nell’ottica del contenimento dei costi a carico del Sistema sanitario nazionale e della liberalizza- zione di risorse economiche per nuove terapie innovative”, spiega il dottor Paolo Dapavo, responsabile del Centro per la diagnosi e la cura della patologia psoriasica della Struttura complessa Dermatologia U del Presidio ospedaliero San Giovanni di Torino. I farmaci biosimilari sono farmaci biotecnologici simili al loro originator, ma con un costo del 30-40% inferiore. Prima di essere immessi sul mercato, i farmaci biosimilari necessitano di una rigorosa comparabilità da parte delle autorità per attestarne la similarità in termini di caratteristiche fi sico-chimiche, effi cacia clinica e sicurezza. “Da febbraio 2015, l’Agenzia italiana del Farmaco ha permesso la commercializzazione del primo farmaco biosimilare anti-Tnf alfa (Remsima) per il trattamento della psoriasi”, aff erma il dottore. “Gli studi di budget impact evidenziano che il solo passaggio dal 7,2 al 32,6% nel quinquennio 2015-2019 dell’utilizzo dell’infl iximab originator a quello biosimilare comporterebbe un risparmio di 47,6 milioni di euro. Nella nostra struttura – sottolinea Dapavo – abbiamo operato un’intercambiabilità dall’infl iuximab originator al biosimilare in 40 pazienti aff etti da psoriasi moderata-grave, dieci dei quali con concomitante artrite psoriasica. Considerando una media di follow up di 23 settimane, un numero medio di quattro infusioni e garantendo una pari effi cacia e tollerabilità per i pazienti in trattamento, la semplice sostituzione del farmaco originator con il suo biosimilare ha comportato un risparmio di oltre 26 mila euro in solo sei mesi. Nonostante le inevitabili diffi denze iniziali, l’impatto dei farmaci biosimilari è destinato a essere straordinario. Si calcola – conclude il dottore – che entro il 2020 più del 60% del mercato dei farmaci biologici sarà biosimilare: una grande opportunità per rendere maggiormente sostenibile il Sistema sanitario nazionale e garantire una più ampia disponibilità di risorse che favorirà non solo un maggior accesso alle cure, ma anche la possibilità di raggiungere nuovi obiettivi terapeutici”.

 

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