DOSSIER START UP: C’È FERMENTO IMPRENDITORIALE IN SANITÀ

Mag 27 • IN PRIMO PIANO • 369 Views • Nessun commento su DOSSIER START UP: C’È FERMENTO IMPRENDITORIALE IN SANITÀ

Di buone idee si sente sempre il bisogno. In tutti i campi.

Nel settore della Sanità, in particolare, è urgente trovare nuove soluzioni per gestire un’umanità che progressivamente invecchia, nuove patologie recenti e ancora insondate, sistemi economici poco sostenibili. Insomma, i paradigmi tradizionali devono cambiare. Ben venga allora l’inventiva. Così, sulla base della tecnologia più avanzata, l’imprenditoria incontra sempre più di frequente la Salute. E nascono le startup.

 

Per le nuove aziende del settore sanità, infatti, è un momento molto favorevole: l’ultimo rapporto Startup Health Insights 2018, per esempio, descrive un vero e proprio boom globale, con la registrazione del +40% in un anno. In altre parole, il numero delle start up del settore è quasi raddoppiato in soli 12 mesi. I finanziamenti di venture capital alle start up da parte delle grandi corporation, dei fondi e degli acceleratori d’impresa, peraltro, hanno raggiunto i 14,6 miliardi di dollari nel 2018, 14 volte in più rispetto al 2010. E, c’è da sottolineare, che gli investitori hanno quasi raddoppiato i finanziamenti erogati nel 2017 in ogni parte del Pianeta. “Stiamo vivendo il momento più emozionante della storia per trasformare la salute – ha spiegato Unity Stoakes, cofondatore e presidente di StartUp Health – ma c’è ancora troppa poca immaginazione che si scatena sulle nostre più grandi sfi de per la salute. Insieme dobbiamo scegliere di andare di nuovo sulla luna”. Obiettivi ambiziosi ed entusiasmanti che, all’estero, il mercato e le istituzioni supportano. Nel 2018, i nuovi sotto-settori di nicchia hanno ottenuto maggiore attenzione da parte degli investitori, tra cui l’apprendimento automatico, la blockchain, l’intelligenza artificiale e l’IoT. In altre parole, dal 2019, il digitale trasformerà il settore. E da noi cosa accade? Anche nel nostro Paese, l’iniziativa dei ricercatori e le nuove tecnologie stanno generando prospettive mai viste fino ad ora. La Sanità cerca di rinnovarsi nel profondo, tuttavia diversamente dall’estero, e soprattutto dagli Stati Uniti e dalla Cina, i fondi ai quali attingere per sviluppare la propria impresa sono scarsi e non adeguatamente distribuiti. “Se usate bene – ha detto Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, a Roma, in occasione del convegno ‘Startup Italia sanità, il futuro è l’innovazione’ -, le nuove tecnologie promuovono salute e comportano anche una riduzione dei costi, perché aiutano, ad esempio, il monitoraggio dei pazienti a domicilio. Ma molte start up che utilizzano queste tecnologie – ha aggiunto – sono fallite. Per questo è importante che le istituzioni le aiutino finanziando i progetti più meritevoli”. Oggi, infatti, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, “abbiamo innovazioni ideate in Italia che vengono realizzate all’estero, così ci troviamo a comprare da altri idee che non realizziamo qui”. Nonostante le difficoltà, però, il Centro studi di Assobiomedica ci racconta di start up italiane nate sulla scorta degli ultimi avanzamenti in materia di informatica e di biotecnologia: un terzo di queste recenti imprese ha come core business app e software, dunque la sanità digitale, e un altro terzo nasce sulla base delle biotecnologie. Il 43% di queste giovanissime realtà ha avuto origine da uno spin off della ricerca pubblica, il 38% opera nel settore della diagnostica avanzata, il 12% in riabilitazione e l’11% in oncologia. Insomma, il settore è in fermento e potrebbe essere solo l’inizio di un lungo periodo di sviluppo e prosperità, stando agli specialisti di Startup Health.

 

Tecnologia applicata alla salute

Il convegno romano ‘Startup Italia sanità, il futuro è l’innovazione”, dello scorso febbraio, è stato il palcoscenico per il debutto di alcune tra le più interessanti novità del settore sviluppate da start up italiane. Dall’app che aiuta i pazienti e i loro familiari nella gestione delle terapie farmacologiche, al drone ‘salvavita’ che trasporta emocomponenti da un ospedale all’altro; dal software collegato a una stampante 3D che basandosi sulla tac restituisce in pochi minuti un modello tridimensionale della bocca dei pazienti odontoiatrici al tutore ortopedico personalizzato stampato in 3D che sostituirà le tradizionali ingessature. Le innovazioni sono tante e tutte promettenti.

 

Largo agli strumenti digitali e alle stampanti 3D

Oral 3D e Holey sono le start up che hanno puntato sulla tecnologia della stampa 3D per innovare la sanità. Possono sembrare innovazioni di poco conto, le loro, tuttavia lasciano intravedere un futuro in cui ogni cura o supporto alla cura potranno essere personalizzati, evitando disagi ai pazienti e errate interpretazioni ai medici. La stampa realistica del cavo orale di un paziente, con le sue arcate dentali e le problematiche da risolvere, permetterà di migliorare il dialogo dentista/ paziente e di ridurre i tempi operatori. Questa nuova tecnologia apre importanti scenari anche in campo didattico. Tutti gli studenti di odontoiatria potranno affrontare in anteprima l’anatomia dei pazienti che andranno a operare, grazie a un modello realistico. I tutori ortopedici stampati in 3D sulla base del software sviluppato da Holey, invece, elimineranno tutti problemi che generalmente seguono l’applicazione del gesso attorno a un arto fratturato: prurito, funghi, dermatite e sindrome compartimentale. Realizzati in plastica ipoallergenica, biocompatibile e lavabile, i tutori permetterai no alla pelle di aerarsi e di mantenersi pulita. La struttura a rete di questi presidi e il peso davvero irrisorio sono vantaggi che cambieranno la vita ai pazienti. Non è di secondaria importanza, infatti, la possibilità di lavarsi pur avendo un arto immobilizzato. Dal punto di vista clinico, invece, la possibilità di scannerizzare il paziente, attraverso l’innovativo strumento creato dall’azienda, aiuterà l’ortopedico nella progettazione di un tutore che risponda alle peculiari esigenze di ogni caso. Tra le innovazioni più promettenti, però, ci sono senza dubbio i sistemi di monitoraggio delle terapie dei pazienti da parte di medici e farmacisti. Questi software, dei quali il mondo della sanità parla da tempo, presentano più di un vantaggio. Innanzitutto l’aderenza terapeutica, che salvaguarda la salute dei pazienti in politerapia, genererà risparmi a cascata: curarsi secondo le indicazioni del medico, con rigore, permette di limitare gli effetti collaterali e l’insorgenza di complicanze sanitarie. In particolare i pazienti anziani e i loro assistenti potranno beneficiare dei nuovi sistemi informatici. Inoltre, la app ideata da Carepy agevola la collaborazione tra medici e farmacisti e porterà alla presa in carico dei pazienti cronici da parte delle farmacie, con notevoli vantaggi per l’operatività e i costi degli ospedali. La app è già utilizzata in Italia da 15 mila persone, 400 farmacie e 300 medici ed è stata premiata nel 2016 dal presidente della Repubblica come migliore azienda italiana che crea servizi per il cittadino. Ma molte altre nuove realtà imprenditoriali del settore stanno interpretando la medicina in un modo nuovo e originale. Come arrivare a conoscerle?

 

Acceleratori di conoscenza

Locuzioni come “Intelligenza Artificiale” e “Machine learning” sembrano molto distanti dal corpo umano, eppure lo sono decisamente meno di quanto s’immagini. La medicina è destinata a cambiare radicalmente proprio grazie alle tecnologie, tanto che, secondo la World Health Organization, già “nel 2020 il volume di informazioni in campo medico raddoppierà ogni 73 giorni”. Va da sé che ricerca, prevenzione, cura, rapporto medico-paziente e didattica subiranno una rivoluzione che non non solo non va ostacolata, ma piuttosto va agevolata. In Italia ci provano i fondatori di StartUpGeeks che, con il loro sito e l’ebook scaricabile gratuitamente, contribuiscono a mettere in luce le tante start up in campo medico già presenti e attive in Italia. È importante che i medici si aggiornino e che i giovani si avvicinino al mondo della medicina con un approccio nuovo, più elastico e integrato. A cominciare dal loro impatto con l’università, spesso traumatico a causa di un test d’ingresso che diviene sempre più complicato. Tra le start up legate alla formazione in campo medico c’è WAU! (wauniversity.it), piattaforma di e-learning che supporta i futuri studenti in medicina, veterinaria e professioni sanitarie, preparandoli all’esame di ammissione con strumenti e informazioni sempre aggiornati. Lezioni di anatomia in realtà virtuale, full immersion di studio estive, corsi di primo soccorso e di suture aiutano concretamente i ragazzi a superare il grande scoglio della prova. L’idea del fondatore, Alessandro Lai, è al contempo semplice e geniale, un ottimo esempio di come le tecnologie possano supportare ogni attività, amplificandone possibilità e risultati.

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