Diagnosi e interventi che fanno scuola

Apr 9 • NEWS • 5889 Views • Nessun commento su Diagnosi e interventi che fanno scuola

Primario oculista del san camillo forlanini, il dottor vincenzo Petitti è esponente di un know-how di eccellenza tutto italiano e da esportare.

Diagnosi all’avanguardia, trattamento delle malattie oculari, acquisizione di nuove conoscenze fisiopatologiche. In oculistica i progressi negli ultimi anni non si sono fatti certo attendere. “Quelli più significativi – spiega il dottore Vincenzo Petitti, primario oculista dell’ospedale San Camillo Forlanini di Roma – riguardano il trattamento dei difetti refrattivi, l’introduzione di nuove molecole e di nuovi approcci chirurgici per la terapia del glaucoma, le innovative tecniche per il trattamento della cataratta, un approccio terapeutico migliore alla degenerazione maculare senile e i recenti progressi tecnologici, che hanno reso disponibili apparecchiature assurte a standard di riferimento per il trattamento di queste patologie (distacco di retina, foro maculare, pucker maculare e retinopatia diabetica). Uno dei sistemi più innovativi è rappresentato dal ‘Constellation Vision System’, che utilizzo abitualmente. Le peculiari caratteristiche di questa apparecchiatura, che permette l’esecuzione di una vitrectomia mininvsasiva, determinano un miglioramento della sicurezza intraoperatoria e una significativa riduzione della procedura chirurgica. Tutto questo favorisce un più rapido decorso postoperatorio”. Il nome di Petitti si lega a tecniche, trattamenti, ricerca e interventi chirurgici che lasciano il segno. Uno fra gli ultimi, lo scorso gennaio, è quello che ha restituito la vista ad Abusweireh Musleh, palestinese della Striscia di Gaza, cieco da 4 anni in seguito allo scoppio di un ordigno bellico. Abusweireh è stato sottoposto a un intervento chirurgico di osteodontocheratoprotesi eseguito dal dottor Paolo Colliardo. È una tecnica di cornea artificiale ideata dal professor Benedetto Strampelli e perfezionata dal professor Giancarlo Falcinelli: si esegue al San Camillo Forlanini dal 1978, unico centro in Italia e di riferimento per Europa, Asia, America.
“L’intervento consiste nel sostituire la cornea opacizzata con un cilindro ottico trasparente di materiale acrilico che viene ancorato alla superficie dell’occhio mediante un supporto rappresentato da una radice dentaria e dal suo osso limitrofo opportunamente modellati. La protesi così ottenuta viene ricoperta con mucosa prelevata dalla bocca”, spiega il dottore Petitti. È una tecnica italiana che, grazie all’ottimo recupero visivo e all’eccezionale durata nel tempo, si è diffusa anche all’estero. Il dottore Petitti ha diretto le unità operative di alcuni dei più importanti e rinomati ospedali italiani, nel Lazio. “Avendo avuto la fortuna di iniziare a lavorare in un grande ospedale con un insigne maestro, il professore Giancarlo Falcinelli, mi sono interessato a tutti gli aspetti della chirurgia oculare – afferma con giusta soddisfazione – e negli ultimi anni soprattutto alla chirurgia vitreoretinica, al trattamento delle patologie corneali (trapianto corneale, correzione dei difetti refrattivi) e alla cornea artificiale appunto (osteoodontocheratoprotesi)”.
In tutto ha eseguito 20.000 interventi sul segmento anteriore e 2.800 di chirurgia vitreore-tinica, 900 trapianti di cornea, 4.500 laser eccimeri per la correzione dei difetti rifrattivi.

ROMA
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