“DA ‘IDRAULICI’ SIAMO DIVENTATI ‘SARTI’”

Ago 23 • NEWS • 935 Views • Nessun commento su “DA ‘IDRAULICI’ SIAMO DIVENTATI ‘SARTI’”

Terapie e interventi personalizzati in Chirurgia Vascolare a Cuneo  

 

“Il grande tumore della nostra società è l’aterosclerosi”. Lo dice il professor Claudio Novali che, dalla fine degli anni ‘90, dirige il reparto di Chirurgia Vascolare e Cardiochirurgia dell’ospedale di Cuneo. “Tanto per fare un esempio – dice Novali – ogni anno in Italia vengono fatte 10mila amputazioni di arti. Noi, che siamo gli ‘idraulici’ della medicina e ci occupiamo di ripulire il sistema arterioso, svolgiamo un importante ruolo sociale nel prevenire le patologie legate al sistema circolatorio”. Claudio Novali nasce e si forma a Milano dove comincia a lavorare presso la Scuola di Chirurgia Vascolare fino a quando, negli anni ‘80, insieme a un gruppo di colleghi, decide di aprire un centro specializzato a Busto Arsizio. Un esperimento molto riuscito che registra grandi numeri di pazienti, ma che Novali lascia quando gli viene pro- posto il posto da primario all’Ospedale di Cuneo, dove ancora svolge la sua attività. “Qui – racconta – ho investito molto sulla creazione di un gruppo affiatato che facesse soprattutto cultura della prevenzione”. L’ospedale di Cuneo nel campo della Chirurgia Vascolare è un’eccellenza mondiale, nonché un riferimento per tutto il Nord-Ovest italiana, Liguria compresa. Un “hub & spoke” vero e proprio, cioè un grande “scalo” specialistico, dove i pazienti di un ampio territorio possono “atterrare” in tutta sicurezza ed essere gestiti nelle diverse fasi della loro patologia, con la certezza di ottenere le cure migliori e le più adatte alla loro personale situazione. “Da ‘idraulici’ siamo diventati ‘sarti’”, spiega Novali, utilizzando un linguaggio figurativo per spiegare che la terapia va applicata caso per caso. “Decidiamo di volta in volta, per esempio, se operare le arteriopatie ostruttive e dilatative con tecniche endoscopiche o tradizionali. Siamo stati tra i primi e tra i pochissimi a essere dotati di una sala operatoria ibrida, che ci consente di passare velocemente da una tecnica a un’altra”. Nel reparto di Novali si eseguono circa 1.000 interventi all’anno sulle arterie, di cui 300 sulle carotidi (un intervento diventato velocissimo con un margine di complicanza molto basso, intorno allo 0,5%), 150 sugli aneurismi addominali sia con tecnica mininvasiva che aperta, e il resto sulle arterie periferiche per evitare le amputazioni degli arti. “A dimostrazione – conclude Novali – che la Sanità pubblica può rappresentare una vera e propria eccellenza. Sono stato corteggiato più volte da strutture private di prestigio, ma ho sempre scelto di rimanere dove sono perché credo fortemente nella Sanità pubblica e nell’importante ruolo sociale che svolge”.

 

CUNEO

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