CURE E RICERCA AL TOP PER AIDS E MALATTIE INFETTIVE

Set 2 • NEWS • 1171 Views • Nessun commento su CURE E RICERCA AL TOP PER AIDS E MALATTIE INFETTIVE

All’Amedeo di Savoia una Divisione universitaria tra le più specializzate in Europa. Spicca un laboratorio all’avanguardia

Giovanni Di Perri, senese, 58 anni, è uno dei massimi esperti italiani di malattie infettive. Ha lavorato a Pavia, Verona, Londra e pubblicato 486 articoli censiti da PubMed. In carriera si è occupato anche di programmi di ricerca, istruzione e sviluppo delle risorse umane e tecnologiche locali in Africa e in Asia. Oggi è Professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Torino e Direttore della Clinica di Malattie Infettive presso l’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, cariche che ricopre dal 2000. Il centro da lui diretto è considerato un’eccellenza in Piemonte. “L’Ospedale Amedeo di Savoia – spiega il professore – è il punto di riferimento regionale per le malattie infettive. I nostri specialisti si occupano di tutte le problematiche che le malattie da infezione pongono oggi: ricoveri convenzionali, assistenza in regime ambulatoriale e di ospedale diurno, ambulatori dedicati a specifiche domande sanitarie – migranti, infezioni a trasmissione sessuale, viaggiatori internazionali – attività di consulenza infettivologica su tutti gli ospedali di Torino e provincia”. Si tratta di un panorama completo di attività, che comprende una rilevante parte di ricerca scientifica orientata in particolare alla farmacologia clinica delle infezioni HIV, HCV e HBV. Un ruolo chiave nella struttura lo riveste la Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e un laboratorio attrezzato per lo studio della farmacocinetica e della farmacogenetica. “Il laboratorio – sottolinea Di Perri – è parte integrante della Clinica di Malattie Infettive, comprese le sue attività di ricerca. Un unicum che ha consentito nel tempo lo sviluppo di linee di ricerca autonome nell’alveo della terapia. Oltre a ciò – precisa il professore – ha permesso la frequente adozione di regimi terapeutici “adattati” ai singoli pazienti in funzione delle variabili misurate, e una lunga serie di ricerche tese alla comprensione della relazione fra l’esposizione farmacocinetica di una determinata molecola e la sua efficacia e tossicità”. La posizione di maggior rilievo in proposito è occupata dall’infezione da HIV. “Con 4.000 pazienti seguiti, di cui 3.500 in terapia antiretrovirale stabile, il nostro centro rappresenta la terza casistica nazionale per singolo centro riguardo l’HIV. Dal 2002, inoltre – conclude il professore – siamo accreditati a partecipare a numerose sperimentazioni cliniche internazionali. A latere si inscrive la ricerca in ambito farmacologico-clinico, divisa in un’attività standardizzata di servizi e una di ricerca vera e propria, tesa a migliorare la conoscenza e ottimizzare l’utilizzo dei farmaci nelle terapie a lungo termine”.

 

TORINO

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