CURE CONSERVATIVE PER I TUMORI AL SENO

Ago 5 • NEWS • 758 Views • Nessun commento su CURE CONSERVATIVE PER I TUMORI AL SENO

I progressi della Breast Unit dell’Ospedale San Raaele

All’Ospedale San Raffaele di Milano le pazienti affette dal tumore alla mammella sono seguite oggi da una Breast unit: ossia da un team di competenze specialistiche in grado di accompagnarle in un percorso terapeutico e riabilitativo più mirato che risponde a diverse esigenze, così come prescrive una direttiva europea. Così lo spiega il dottor Oreste Davide Gentilini, responsabile dell’unità operativa di chirurgia della mammella del San Raffaele e coordinatore della Breast unit: “Svolgiamo un’attività integrata mettendo a disposizione diversi specialisti dedicati alla patologia della mammella: chirurgo senologo, oncologo, radiologo senologo, anatomopatologo, chirurgo plastico, medico nucleare, psicologo e fisioterapista. Il nostro team è certificato per offrire questo tipo di prestazioni che sono previste a livello comunitario. Facciamo parte della rete lombarda dei centri di senologia riconosciuti in questo senso da una delibera regionale dell’aprile scorso”. Ma non solo, oggi il trattamento delle donne colpite dal carcinoma alla mammella si è evoluto e, per esempio, consente di applicare tecniche di conservazione della fertilità nelle donne in giovane età. Sottolinea il dottor Gentilini “Diverse pubblicazioni attribuiscono una ricaduta positiva alla Breast unit in termini di guarigioni e di significativo miglioramento prognostico osservata al superamento di un valore soglia che è di 150 pazienti l’anno”. L’unità operativa di chirurgia della mammella del San Raffaele è in grado di eseguire mediamente tra i 600 e i 700 interventi chirurgici, compresi quelli di chirurgia plastica. “La chirurgia conservativa – aggiunge il dottor Gentilini – è la prima scelta: il primo obiettivo per le donne affette dal carcinoma alla mammella. È dimostrato che offre le stesse possibilità di guarigione della mastectomia. Oggi la quadrantectomia, ossia la chirurgia conservativa, ha risultati migliori che in passato con un rischio di recidiva intorno all’1% dopo 5 anni. Vuol dire che sono migliorate le tecniche chirurgiche, la diagnostica pre-operatoria ma anche la terapia medica e la radioterapia somministrate dopo l’intervento. Prima la chirurgia asportava anche i linfonodi mentre oggi che la diagnosi è sempre più precoce e tempestiva si usa un approccio conservativo anche per i linfonodi del cavo ascellare. La tecnica di chirurgia più selettiva è quella che asporta il linfonodo sentinella, il primo interessato dalle cellule della neoplasia e rappresentativo dello stato di salute dei linfonodi. Il San Raffaele offre la possibilità di interventi anche in day surgery e oggi il 60% delle pazienti operate torna a casa già in giornata beneficiando di una ripresa più rapida.

 

MILANO – ASCOLI P. – NOCERA INF. – CATANIA – CAGLIARI

tel (+39) 02 26433939

« »