CURA DELLE ARITMIE, QUI I PRIMI AL MONDO

Mar 14 • NEWS • 8074 Views • Nessun commento su CURA DELLE ARITMIE, QUI I PRIMI AL MONDO

Oltre 3.000 casi trattati dall’équipe del professor Pappone

Uno dei nomi d’eccellenza a livello internazionale nella cura delle aritmie, nella diagnosi e nella ricerca è il professor Carlo Pappone, cardiologo, responsabile dell’Unità operativa di Aritmologia clinica ed Elettrofisiologia del Policlinico di San Donato Milanese. Le aritmie sono tante e di diverso tipo: si possono avere dalla nascita, svilupparsi nell’arco della vita, manifestarsi in cuori completamente sani trovandosi di fronte a pazienti con un cuore sano ma con disturbo del ritmo, essere la conseguenza di una malattia cardiaca sottostante. Ancora, possono essere tipicamente benigne, pertanto il paziente non corre alcun rischio di vita, o segnale di allarme per eventi tragici, come la morte improvvisa o l’arresto cardiaco. Insomma, ogni caso è a sé e per svolgere l’attività di aritmologo o elettrofisiologo servono competenze molto avanzate di tipo clinico, almeno dai 5 ai 10 anni di esperienza su campo e con un gran numero di pazienti trattati. Il Centro di San Donato è un terreno di prova eminente: primo al mondo per pazienti trattati, con oltre 3.000 casi l’anno. Vi sono solo un centro in America e uno in Europa che possono vantare numeri simili. “Bisogna essere anzitutto dei cardiologi e avere una conoscenza profonda dei meccanismi delle aritmie – dice il professor Pappone -, con competenza nell’utilizzo sia di tecnologie in grado di determinare i meccanismi che generano le aritmie sia di tecnologie capaci di eliminarle”. Il professor Pappone si occupa di aritmie da anni e ha partecipato allo sviluppo di tecnologie mirate. Precisa: “Oggi non si può pensare di fare questo lavoro da soli, serve un team formato per la metà da medici e per l’altra metà da ingegneri elettronici, informatici e statistici. Il mio è costituito per metà da tecnici particolarmente esperti in ingegneria elettronica e informatica. Peraltro, molte risorse umane arrivano dall’estero e molti di questi ingegneri sono formati da noi”. La maggior parte dei disturbi del ritmo sono quelli congeniti, in cui il paziente nasce con l’aritmia. L’ablazione transcatetere ha avuto un ruolo determinante nell’abolizione quasi totale di tali aritmie, con successi del 98%. “L’ablazione – spiega il primario – è l’applicazione di corrente a radiofrequenza sul circuito che provoca l’aritmia, tecnica abbastanza diffusa, ampiamente applicata in molti ospedali. Il livello qualitativo della tecnica in Italia è avanzato e regge il confronto con il resto d’Europa”. Né manca il contributo scientifico: l’Italia è leader assoluto per pubblicazioni e competenza clinica e tecnologica nell’affrontare queste patologie. “In genere le aritmie congenite colpiscono i giovani e in particolare bambini, per cui è fondamentale che l’ambiente che li accoglie sia idoneo e dedicato alla gestione di problematiche tecniche e umane – fa notare il professor Pappone -. Quanto alle aritmie acquisite, che oggi hanno suscitato più interesse perché di forte impatto sulla qualità della vita e sulla durata di essa, sono in particolare la fibrillazione atriale – con rischio pure tromboembolico, dunque associato spesso a ictus – e le aritmie ventricolari legate alla cardiomiopatie, con rischio di vita”. La fibrillazione atriale è curata nella maggior parte dei casi con l’ablazione, usando tecniche quali la radiofrequenza o la crioterapia.

> leggi di più a pagina 28 del numero di Febbraio 2016

« »