CRISTINA CHIABOTTO E IL SEGRETO DEL SORRISO ENERGIZZANTE

Giu 29 • NEWS • 1424 Views • Nessun commento su CRISTINA CHIABOTTO E IL SEGRETO DEL SORRISO ENERGIZZANTE

L’Italia della bellezza e dei cambiamenti, il benessere e il futuro dalla voce dell’affascinante showgirl piemontese.

Nel sovraffollato mondo dello spettacolo italiano Cristina Chiabotto si distingue, da una decina d’anni, e non soltanto in virtù della propria innegabile avvenenza. La Miss Italia 2004, conosciuta dai più per uno spot televisivo nel quale si decantavano le lodi di un’acqua minerale capace di stimolare tanta “plin plin”, ha dalla sua una carriera multiforme durante la quale l’abbiamo vista indossare i panni di modella, presentatrice, conduttrice, showgirl e ballerina. Uno degli ingredienti insostituibili che la fidelizzano agli occhi dei fan è un sorriso energizzante, di quelli in grado di trasmettere positività, felicità, anche al più burbero dei telespettatori. La semplicità della Chiabotto non rasenta il semplicismo: dalle sue parole, dai suoi gesti traspare anzi un’onestà e una totale dedizione verso il proprio lavoro, vissuto dalla bella torinese come un dono da ricambiare con la carica di passione, estro e umorismo posseduti evidentemente in quantità tali da poterli elargire a piene mani.

Quale sarà il segreto di un tal invidiabile equilibrio psico-fi sico? Cristina, iniziamo dal suo esordio editoriale per Rizzoli, “Di notte contavo le stelle”: quale è il giudizio di Clara, suo alter ego e protagonista del romanzo, rispetto al mondo che la circonda? “Clara ha dovuto guardarsi intorno poiché è cresciuta in un ambiente più grande di lei. Il confronto con un tale ambiente è un fatto giornaliero: ella è inserita in una particolare realtà che certamente le ha portato tanta fortuna e occasioni bellissime ma richiede al contempo l’affinamento della capacità di saper scegliere e selezionare le tante strade che ti si parano davanti. Un fatto, questo, che esige maturità e responsabilità. Il risultato è però un accrescimento interiore che fa del bene al proprio carattere”.

Il 2015 è il suo undicesimo anno di presenza nel settore dello spettacolo televisivo. Che idea si è fatta di questo medium? “La tivù è una grande scatola destinata alla comunicazione con il grosso pubblico. La questione sta semmai nel suo utilizzo. Puoi scegliere se dare di te un’immagine parziale, fi ltrata o presentarti semplicemente per ciò che sei, tratteggiando la tua personalità nella sua interezza”.

Com’è cambiata la televisione negli ultimi 10 anni? “Sicuramente qualcosa è cambiato, basti pensare alle trasformazioni subite e compiute, a esempio, dal concorso Miss Italia. Oggi si parla molto di nuove tecnologie, di web, di progetti con un taglio e una velocità ben diversa che un tempo. La nascita dei social network ha spogliato il mezzo televisivo di un pizzico della propria magia, indebolendo il mondo del varietà o più generalmente quei programmi che facevano sognare con estrema semplicità”.

Che fare a riguardo? “Gli addetti al settore dovrebbero comprendere che la sperimentazione non sempre ha una valenza negativa. La gente attualmente ama spaziare, le proposte sono pressoché infinite e perciò necessitiamo di un compromesso che bilanci il criterio di novità con quella tradizionale magia dei più celebri programmi degli scorsi decenni. Troppo spesso manca la sostanza ma soprattutto non si lavora efficacemente per giungere a proposte inedite che fondano passato e contemporaneità”.

Novità professionali nel suo 2015? “Sono arrivate alcune proposte di cui attualmente non posso parlare poiché non ancora definite. Una cosa è certa: mi riscopro oggi alla ricerca di una svolta ancor più ampia di quella televisiva. E nel frattempo mi dedico molto allo sport: quest’anno sarò infatti la madrina del Giro d’Italia. Unitamente alla mia conclamata passione per il calcio, sono presente allo stadio ogni volta che posso, quest’anno mi sa che dovrò pedalare!”

Cosa ama principalmente della sua professione? “Ho sempre considerato questo mestiere, in ogni sua sfaccettatura, come un dono, un dono che mi permette di “dare” alle persone, di comunicare in una maniera profonda. Io sono una persona che ama particolarmente relazionarsi, non mi piace porre dei “paletti” tra me e gli altri. Donare un sorriso in questi anni è stata la missione che ho sempre sentito dentro di me. Un sorriso che mi appartiene davvero e che dunque il pubblico percepisce non essere intriso di finzione o convenienza”.

Qual è l’attività fisica che predilige? “Proprio oggi ho ripreso in mano la bicicletta: l’avventura per il Giro d’Italia 2015 mi permette di sperimentare un nuovo modo di intendere questo mezzo. Adesso infatti ho iniziato ad azzardare percorsi diversi e più impegnativi, sarà forse il fatto di sentirmi completamente immersa nel ruolo di madrina. Per tenermi in forma sono piuttosto incline al “fai da te”. Per me lo sport e l’attività fisica in generale sono soprattutto un fatto legato al benessere. Spazio volentieri dallo jogging alla bicicletta fino a lunghissime camminate. Oggi ho provato lo Yoga Bikram, che permette di sudare moltissimo e liberarsi di tante tossine. L’importante è cimentarsi in cose nuove, non fossilizzarsi per scongiurare l’insorgere della noia”.

Medicina tradizionale o alternativa, che le dice l’intuito? “La tradizionale è imprescindibile per molti aspetti. Fortunatamente una non esclude l’altra no? L’approccio omeopatico mi incuriosisce molto. Anche in quest’ambito comunque va applicato un equilibrio che tenga conto di molteplici fattori”.

Quando vuole rilassare corpo e mente che fa? “Amo il concetto di spazio. Personalmente ottengo ottimi risultati sdraiandomi su un bel prato verde, magari in primavera, e ascoltare la musica giusta. Già quello è un ottimo punto di partenza per lasciarsi andare, distogliersi dallo stress della quotidianità, rallentare il ritmo. E poi frequento volentieri le Spa: massaggi e percorsi termali sono un rimedio efficace, a patto di lasciare a casa il telefono cellulare. Saper ‘staccare’ è un’arte”.

Acqua minerale: non le chiederò cosa beve ma come. “I nove anni in qualità di testimonial ai quali fa riferimento mi sono stati utili poiché prima di essi non bevevo poi tanto. Anche quella tappa ha significato dunque un piccolo lavoro su me stessa. Le mie predilezioni sono bere a temperatura ambiente con una tendenza verso il fresco, soprattutto nelle stagioni più calde”.

Che ruolo gioco l’alimentazione nella sua forma fisica? “Confesso di non essermi mai fatta mancare nulla. Seguo un corretto regime alimentare, questo sì, sono stata educata al mangiar bene. Però ammetto di essere una buona forchetta. Non credo nelle restrizioni di chi professa il solo impiego di frutta e verdura per vivere bene. Ci sono periodi però nei quali mi è necessario ribadire a me stessa una precisa linea di autocontrollo e altri nei quali trovo giusto concedermi qualche peccatuccio in più. Ma non chiedetemi di rinunciare a una buona cucchiaiata di cioccolata spalmabile o a una pizza la settimana: l’importante è rifuggire gli eccessi continuativi”.

Quando la chirurgia estetica diventa un errore? “Non ho mai nascosto di essere ricorsa alla chirurgia estetica per il seno, nel 2006. Diciamo che non sono però una persona che apprezza la trasformazione della persona, specialmente del volto, il quale rappresenta in un certo senso il nostro primo “biglietto da visita”. La chirurgia è utile quando insegue un concetto di proporzione. Ciò che mi auguro per il futuro è di saper sempre accettare il passare del tempo”.

 

 

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