Circolazione del sangue: patologie e soluzioni

Mar 10 • NEWS • 3277 Views • Nessun commento su Circolazione del sangue: patologie e soluzioni

Parla il professor Claudio Allegra, tra i massimi esperti di angiologia in Italia.

L’angiologia è la specializzazio- ne medica che studia le malattie della circolazione del sangue e pertanto include le patologie delle arterie come l’arteriosclerosi, delle vene (varici, flebiti, ulcere veno- se degli arti), dei vasi linfatici e della microcircolazione. Uno dei massimi esperti di tale disciplina in Italia è il professor claudio Allegra, già primario e docente in università nazionali ed
estere, e docente di numerosi master. “Le flebopatie, altrimenti dette ‘malattie delle vene’, possono essere ‘primitive’, spesso per motivi familiari, oppure ‘conseguenti’ a processi di trombosi venosa del circolo profondo; in quest’ultimo caso si chiamano varici postflebitiche o secondarie”.
“La terapia delle varici – prosegue il professor Allegra – varia a seconda dell’entità. Quando si tratta di microvarici, volgarmente chiamate ‘capillari’, oltre a norme di prevenzione, si trattano con la terapia sclerosante, cioè iniezioni di un liquido all’interno di queste piccolissime vene che ne provoca la chiusura e, dunque, la scomparsa. È una terapia che si esegue in varie sedute settimanali o bisettimanali; non altera la normale vita lavorativa ed è esente da rischi che possono essere individuati attraverso alcuni specifici esami del sangue. Quando si tratta di varici di medio o alto livello (grande o piccola safena) ci si può avvalere o della consolidata terapia chirurgica, stripping, o di altre tecniche quali l’endolaser e la radiofrequenza. Tutte queste tipologie di terapia, dette ‘invasive’, hanno il medesimo scopo: eliminare la vena varicosa togliendola (stripping) oppure bruciandola (endolaser) o distruggendola (radiofrequenza). Oggi è anche in uso la terapia sclerosante mediante schiuma: si usano – chiarisce – le stesse sostanze sclerosanti di un tempo trasformandole in schiuma, foam o mousse, e si iniettano all’interno della vena da eliminare. Sono tutte terapie ambulatoriali o con poche ore di ricovero; quelle più invasive si praticano in anestesia loco-regionale. Prima di procedere con qualsiasi piano terapeutico occorre avviare un interrogatorio attento del paziente (anamnesi) ed effettuare un’accurata visita angiologia con un esame ecocolordoppler, che senza invasività mostra il sistema venoso”. La flebite è invece l’infiammazione delle vene con formazione di trombi (coaguli di sangue all’interno di una o più vene). Avviene più frequentemente per trombofilia, cioè per presenza o assenza nel sangue di sostanze che predispongono o ci difendono dalla trombosi. Tali fattori possono essere genetici, dunque familiari, o acquisiti e questo può essere verificato attraverso un esame del sangue che si chiama profilo coagulativo. “Anche in questi casi – sottolinea il professor Allegra – l’esame ecocolordoppler è fondamentale sia per confermare il sospetto diagnostico sia per monitorare il paziente durante la terapia, come per escludere la possibilità di una embolia polmonare. La terapia, oltre che del bendaggio compressivo, si avvale anche delle eparine di ultima generazione con uso domiciliare. Oggi ci sono anche i nuovi anticoagulanti orali che non abbisognano di continui controlli né di grosse limitazioni alimentari”.
Ma, tra le malattie delle arterie, la più diffusa è l’arteriosclerosi, che colpisce tutti i distretti vascolari: cerebrali, coronarici, degli arti inferiori e della aorta. I sintomi iniziali, quando sono compromesse le arterie degli arti inferiori, è il dolore nel camminare, la “claudicatio”. Il paziente dopo un po’ di metri di cammino accusa dolore e crampi alle gambe ed è costretto a fermarsi.
Quando è compromesso il circolo carotideo (vasi che portano il sangue al cervello) può evidenziarsi con un “Tia”, attacco ischemico cerebrale transitorio che si presenta per esempio con difficoltà momentanea della parola, perdita di forza a un arto o alla metà del corpo, disorientamento, disturbi visivi. I fattori di rischio più incriminati per l’arteriosclerosi sono il fumo, l’ipercolerolemia, l’ipertensione e lo stress. “Al di là della prevenzione, eliminando i fattori di rischio anche con l’aiuto di farmaci, c’è la chirurgia quando questa è in grado di garantire un buon risultato, in grado di permanere almeno due anni. L’esame Ecocolordoppler – ricorda lo specialista – se ben eseguito può a volte sostituire esami radiologici invasivi quali la angioTac e la angioRM”. “Quando si manifestano i sintomi – conclude il professor Allegra – è essenziale rivolgersi a uno studio angiologico affidabile che, per essere tale, deve essere guidato da uno specialista di provata esperienza affiancato da un ecografista medico con ottima manualità nel trattamento invasivo e non del sistema venoso”.

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