CHIRURGIA E MEDICINA ESTETICA: CORREGGERE, MAI TRASFORMARE

Lug 2 • IN PRIMO PIANO • 76 Views • Nessun commento su CHIRURGIA E MEDICINA ESTETICA: CORREGGERE, MAI TRASFORMARE

Tra i più rinomati chirurghi plastici ed estetici in Italia, il dottor Doriano Ottavian consiglia sempre alle pazienti la via migliore.

Tecniche, materiali, risultati eccellenti: negli ultimi anni la chirurgia estetica si è perfezionata nell’approccio agli interventi, in sinergia con trattamenti mini invasivi, così come sono maturate anche le pazienti nelle richieste allo specialista. Il dottore Doriano Ottavian, medico chirurgo con specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, è senza dubbio uno dei nomi più rappresentativi del settore.

Dottor Doriano Ottavian

Con studio a Treviso, “Obiettivo Donna”, lo specialista collabora con diverse strutture cliniche in Italia, sempre nell’ottica di poter risolvere le necessità e le problematiche dei pazienti per raggiungere i migliori risultati, nel rispetto non solo della persona, bensì delle principali regole della chirurgia plastica.

E, infatti, alla più semplice delle domande, “Cosa significa oggi essere un medico estetico nonché chirurgo plastico?”, risponde in modo inequivocabile: “Bisogna avere competenza, professionalità, senso estetico, ma in un certo senso essere pure uno psicologo. In altre parole è necessario mettersi nelle condizioni di capire il disagio che una persona può manifestare di fronte a un difetto del corpo, senza tuttavia assecondare sempre le richieste, bensì dando indicazioni e informando su ciò che si può fare. Questo è secondo me il ruolo giusto”. Ovvero, non convincere. Un ruolo che, come accennato, il dottore Ottavian conosce bene e ha imparato a perfezionare in vent’anni di carriera. In sintesi, il primo step è quello di parlare con il paziente, chiarire cosa può fare la medicina estetica e quali siano le esigenze di chi voglia ricorrervi: a fronte di esigenze più o meno importanti è possibile proporre trattamenti più o meno aggressivi, interventi di natura chirurgica o non chirurgica. “Assolutamente – continua lo specialista -. C’è il paziente che già in partenza vuole un approccio chirurgico perché ritiene che sia quello più immediato ed è determinato a sottoporvisi, così come c’è invece chi è timoroso e scettico, tanto da propendere per un approccio soft, meno invasivo e meno impegnativo”. Una cosa è certa, che non è questione di preferenze per la chirurgia o non, con una differenza rispetto a qualche anno fa.

“Possiamo dire che – precisa Ottavian -, per certi aspetti, è aumentato l’interesse per la medicina estetica e meno per la chirurgia per il fatto che, in ambito estetico, sono aumentati i tipi di trattamento e i prodotti, quindi il ritocchino soft ha maggiore richiesta”. Sia per il trattamento estetico che per l’approccio chirurgico, la regola rimane la stessa: lavorare col paziente a 360 gradi. Purtroppo, infatti, spesso si arriva dallo specialista senza sapere bene che cosa aspettarsi. “Per questo serve la fase di comunicazione – ribadisce il medico -, l’informazione reperibile su questi argomenti è tanta e non sempre corretta. A volte il paziente pensa di essere già preparato su tutto, ma non sempre è così. Per noi medici è fondamentale capirne le esigenze per non illuderlo e per informarlo esattamente sul trattamento o sull’intervento, nonché sul post di essi, su quali siano i passaggi, i rischi, i vantaggi, gli svantaggi, i risultati finali. Ci sono i casi, forse i più difficili, in cui si arriva in studio con la convinzione di entrare in sala operatoria e di uscirne trasformati, invece la chirurgia estetica non è una chirurgica di trasformazione, bensì di correzione di un difetto appunto estetico”. Già, si tratta di correzione di un difetto estetico. E le donne sono quelle che maggiormente si recano dallo specialista, per migliorare il proprio aspetto esteriore, soprattutto nell’ottica dell’invecchiamento, non riuscendo magari ad accettarsi nel modo giusto. “Proprio per questo dico alle donne di non farne una malattia, si può invecchiare con serenità – sottolinea Ottavian -. La chirurgia va vista come un invecchiare bene, non un accanimento terapeutico o un approccio per non invecchiare. Prima di tutto bisogna accettare che il tempo passa e che il nostro corpo cambia, quindi farlo con serenità”.

Ma quali sono le tecniche per il ringiovanimento, sia quelle invasive che non? “Quanto alle tecniche mini invasive ve ne è ormai un grande ventaglio – dice il medico -, per capirci si tratta di mesb dicina estetica. Danno ottimi risultati, soprattutto se eseguite con continuità. Permettono di rallentare il processo d’invecchiamento e di migliorare in particolare l’aspetto. Ad esempio si usano i filler, che sono dei riempitivi a base di acido ialuronico, o il botulino per spianare le rughe della fronte”. Nel campo della medicina estetica rispetto al passato vi è il valido supporto delle case farmaceutiche, con prodotti mirati che migliorano la trama cutanea in generale, senza trattare la singola ruga o in singolo difetto. Ma entriamo più nello specifico dei non invasivi. Con il filler si trattano le rughe statiche del terzo inferiore del viso, cioè naso e labiale, in pratica acido ialuronico, grazie a un’azione di riempimento e all’effetto volumetrico. Invece il botulino si usa per le rughe dinamiche, del terzo superiore del viso, dovute cioè alla mimica (il botulino va a rilassare un po’ la muscolatura in modo da spianare la cute). Ancora, per dare volume allo zigomo, si utilizza l’acido ialuronico, che va a riempire. Si lavora bene se si lavora in armonia. Sono trattamenti con risultato non permanente, dura qualche mese. Poi c’è il peeling, ma è un po’ superato dai laser degli ultimi anni, che migliorano la cute. I laser sono appunto i macchinari di ultima generazione: trattano le rughe, schiariscono la pelle, risolvono problemi di epilazioni. “Gli altri macchinari innovativi sono gli elettromedicali, per la cura del corpo e del viso – aggiunge Ottavian -, come cavitazione e radiofrequenza, che sono usati mediamente per adiposità localizzate e tonicità cutanea”. Ora gli interventi estetici di tipo chirurgico: mastoplastica additiva, rinoplastica, blefaroplastica sono i principali e maggiormente richiesti. Invece è in forte calo la liposuzione, per via della presenza di altri tipi di trattamento, perché sono aumentati i trattamenti con elettromedicali che possono sostituire in qualche modo l’intervento; in più vi collabora la maggiore attenzione per il corpo con benessere e movimento fisico che permettono di mantenere in forma il corpo e di non arrivare alla fase decisiva. Ma come si fa a scegliere il trattamento migliore cui sottoporsi? “Va consigliato dal chirurgo – chiarisce di nuovo lo specialista – e non va scelto dal paziente. È fondamentale che sia chiaro. Peraltro questi interventi e trattamenti, in passato per lo più stagionali, oggigiorno vengono eseguiti tutto l’anno. Non c’è nemmeno un’età ideale, dipende dall’invecchiamento dei tessuti, che naturalmente non vanno lasciati a sé stessi. Senza dubbio si assiste a un aumento della mastoplastica additiva, per il resto sono interventi al viso, come blefaroplastica, rinoplastica e lifting, ora in crescita in quanto si tratta di mini lifting per i risultati immediati e i brevi tempi di recupero”.

Insomma, interventi chirurgici e trattamenti mini invasivi, compreso l’utilizzo di macchinari sul corpo, convivono per offrire i risultati migliori. Ma sempre a condizione che sia lo specialista a indicare come intervenire. “Il trattamento – evidenzia Ottavian – deve trovare giustificazione e questa è soggettiva. Non ce n’è uno valido per tutti, bisogna che ci sia l’indicazione corretta, così anche i trattamenti mini invasivi possono dare ottimi risultati”. La chirurgia plastica ed estetica si rappresentano nei tempi attuali sia come fenomeno sociale che come reale esigenza di benessere psicofisico, in virtù di un approccio culturale diverso. Essendo aumentato il ventaglio dell’offerta, ci si può sottoporre a trattamenti che possono essere sufficienti senza impegnarsi in qualcosa di maggior impegnativo. Peraltro si è abbassata l’età media dei pazienti che decidono di ricorrervi. Insomma, la chirurgia estetica continua a cambiare volto. E a innovarsi. “Rispetto al passato, non c’è più standardizzazione – afferma Ottavian -, l’intervento o il trattamento sono soggettivi, si tratta di correzione di difetti individuali e che, in quanto tali, devono andare bene al singolo individuo, non scelti sulla scia di modelli predefiniti, tipo ad esempio il naso alla francese che andava di moda un tempo. Oggi si lavora in sinergia con tecniche sia chirurgiche che non, un tempo vi era maggiormente schematizzazione”. Mentre per il futuro toccherà probabilmente alle cellule staminali: “Di sicuro, da un punto di vista chirurgico – conclude il medico – siamo in attesa di qualcosa di importante e ci saranno grandi progressi, forse ancora di più in medicina estetica. Tuttavia le cellule staminali fanno parte di un ambito che andrà ben approfondito e non deve creare false aspettative, poiché tutto il mondo medico va in questa direzione”. Una cosa è certa. Alla base di ogni intervento o trattamento estetico devono restare i parametri giusti e deve esserci la consapevolezza che è un difetto del corpo, non una trasformazione dunque, bensì una correzione. Solo così la chirurgia estetica o il trattamento mini invasivo potranno essere un successo.

TREVISO tel. (+39) 0422 582581

www.dorianoottavian.com

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