CARDIOLOGIA: 10 ANNI DI ENORMI PROGRESSI

Ago 30 • NEWS • 931 Views • Nessun commento su CARDIOLOGIA: 10 ANNI DI ENORMI PROGRESSI

Sia in ambito farmacologico che chirurgico. Al San Raaele perfetto connubio tra ricerca scientica e attività clinica

“In Cardiologia sono stati fatti  più progressi negli ultimi 10 anni che negli ultimi 100, su tutti i fronti, farmacologico e chirurgico”. A parlare è il professor Alberto Margonato, che dirige il reparto di Cardiologia del San Raffaele di Milano  dal 1999. “Dal punto di vista farmacologico – spiega Margonato che è anche docente  all’Università Vita-Salute del San Raffaele – sono di grande rilevanza i nuovi farmaci inibitori della proteina ‘pcsk9’, che permettono di abbattere il colesterolo di un ulteriore 70% rispetto alle statine e i nuovi anticoagulanti. Questi ultimi hanno una serie di vantaggi rispetto ai farmaci precedenti: sono molto efficaci nel prevenire l’ictus embolico, non necessitano di tanti controlli  e sono compatibili con qualsiasi cibo, cosa che consente al paziente di non sottostare a rigide restrizioni alimentari. Infine segnalo gli antiaggreganti piastrinici che riducono significativamente  la recidiva di infarto in chi ne è già stato  colpito”. Il punto debole di queste nuove terapie  sono i costi molto alti. Ma una soluzione ci sarebbe, secondo il professor Margonato.  “Utilizzare farmaci generici o con brevetto scaduto, altrettanto affidabili ma con costi nettamene più bassi”. Negli altri Paesi europei questa è già una consuetudine e l’Italia rappresenta, nel vecchio continente, il fanalino di coda con una percentuale del 20%  di acquisto di generici rispetto a circa il 70% del Nord Europa. Secondo Margonato si tratta di un “aspetto culturale a cui bisognerebbe porre rimedio, per consentire un notevole risparmio nella spesa sanitaria e una maggiore diffusione di questa nuova generazione di farmaci, oltre che per colmare un grave ritardo culturale”. Anche sul fronte chirurgico i progressi sono stati notevolissimi e oggi è possibile sostituire le valvole senza utilizzare il bisturi, abbassando così notevolmente i disagi per i pazienti. La valvola aortica, per esempio, può essere sostituita utilizzando la metodica “Tavi”, che consente, attraverso l’utilizzo di un catetere, di intervenire per via endoscopica e in anestesia locale, evitando tutti i disagi  postoperatori di un intervento a cielo  aperto. Per riparare invece la valvola mitrale si usa la mitraclip, una vera e propria clip  che permette il miglioramento di sintomi molto fastidiosi, come quello della difficoltà respiratoria. Al reparto di Cardiologia del San Raffaele tutto questo è routine giornaliera. La ricerca scientifica e l’attività clinica si coniugano in un binomio perfetto,  producendo risultati di grande eccellenza  nel panorama italiano e internazionale.

 

MILANO

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