Canto sulle note della passione

Apr 2 • NEWS • 1815 Views • Nessun commento su Canto sulle note della passione

La ricetta della felicità? Per Ramona Badescu è un’impresa al femminile, costruita su basi ferree di preparazione, coraggio, dignità e valori ereditati dalla sua famiglia.
Il ghiaccio si rompe subito, dopo una lunga “rincorsa” telefonica in cui i rimandi sono stati numerosi ma inevitabili. E, immediatamente, l’intervista assume i toni di una confidenziale chiacchierata sulla vita, sul lavoro, sul passato e sul futuro di una professionista del palcoscenico che negli anni Novanta ha conquistato il pubblico italiano con la sua bellezza ma anche con la sua bravura: in tv e a teatro, come sul grande schermo. È una simpatica e imprevedibile Ramona Badescu, rumena, classe ’68, naturalizzata italiana nel 1996 e oggi più che mai “cittadina di Roma”. E proprio nella Capitale, lo scorso marzo, ha festeggiato i suoi primi 40 sul palco (Ramona è sul palco da quando aveva 4 anni, n.d.r.) in occasione della prima di “Pasiune”, il suo nuovo spettacolo musicale che prosegue tra Napoli, la Calabria e, in agosto, approderà a Miami. Sei felice?
“La felicità per me è un’impresa: dipende sempre da ciò che mi propongo. Vivo, sono fortunata, adoro il Papa, dormo 10- 11 ore al notte… Come potrei essere così altrimenti a 45 anni? Sì, sono felice”.
Guardo una foto: sei tu, da bambina, il sorriso soddisfatto, le braccia spalancate al centro del palco. Come oggi, alla fine del tuo spettacolo, in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un sogno che avevi sin da piccola? “Certo, credo nei miei sogni fino in fondo e punto a realizzarli. Come il mio musical, un progetto che mi sta assorbendo molto, in cui tengo in modo particolare per l’originalità del soggetto. È per questo lo esporteremo anche all’estero”.
A 4 anni hai cantato la prima canzone, composta da tuo padre: la tua formazione ha radici profonde. “Ho studiato al conservatorio musica (chitarra e pianoforte) e canto, ma mi sono anche laureata in Economia e commercio. Un percorso che ho potuto compiere soprattutto grazie alla mia famiglia, una famiglia in un certo senso privilegiata nel mio Paese: papà ingegnere, mamma architetto, fratello medico… Ma abbiamo vissuto la Romania di Ceausescu, cio che mancava di più era la libertà: di esprimersi, di agire, di essere. Ho imparato che, per riuscire nella vita, devi avere grande personalità, determinazione ma anche rispetto degli altri. E di te stessa”.
E per una donna può essere complesso…
“Esatto! I miei valori sono nella mia educazione. I miei hanno compiuto 56 anni di matrimonio: sono il mio esempio. Non accetterei mai di fare una cosa solo grazie a qualcuno: mi sono sempre impegnata in ciò che mi piaceva fare e sono sempre cresciuta. Senza compromessi, anche se per qualcuno possono essere un’ottima scorciatoia. Oggi tutto cambia velocemente, la vita è una giungla: bisogna credere ma anche, umilmente, rimboccarsi le maniche e ricominciare”.
La tua storia nelle sue tappe principali?
“Sono nata fortunata, questo è il primo punto. Con il consiglio di un suo collega greco, mia madre – che desiderava tanto una femmina – mi ha ‘studiata’ e ‘tracciata’ in un grafico. E ha avuto ragione! Non posso poi dimenticare i piccoli momenti della mia infanzia, come quando – la domenica a pranzo – si attende- va che mio padre tornasse dal lavoro, con mia madre che lo accoglieva sempre con il sorriso… Quando ho compiuto 3 anni, proprio lui ha scritto la mia prima canzone: mi ha sempre sostenuta nella strada artistica, senza però farmi dimenticare i doveri della scuola. Un altro episodio importante fu in quel 1990, quando cancellai in un primo momento un contratto con l’Italia. Poi lo ripresi. E arrivai a Roma con l’idea di rimanerci solo un mese: vivo ancora qui, da 22 anni. San Pietro, il Campidoglio, la Fontana di Trevi: li vedevo nei libri e ora, pur lavorando ancora anche in Romania, è con gioia che ho deciso di accettare l’incarico del sindaco Alemanno ed entrare nella politica sociale. Un’altra tappa fondamentale, sicuramente il mio matrimonio, quindi la separazione, il divorzio e l’annullamento alla Sacra Rota: perché io le cose non le lascio mai a metà. E infine, la mia cagnolina, gli ‘schiaffi’ ricevuti dalla vita, le fatiche, i momenti di crisi… tutto è importante”.
Rimpianti?
“Non ne ho: sono sagittario ascendente bilancia, sono molto attenta in tutte le decisioni. Forse un rammarico c’è, per non aver affronto una cosa… Una decina d’anni fa, dopo ‘La Piovra’, circolò su internet la notizia che ero stata scelta (undicesima nel cast) da Steven Spielberg per ‘Minority Report’ con Tom Cruise. Forse a seguito di un servizio fotografico con Variety… Tutti mi chiamarono, io ero in imbarazzo, non ne sapevo nulla, e non mi mossi”. Perché?
“Non lo so. Penso che la sorte abbia cura di te. Le cose, se devono accadere, accadono. Ma a me piace essere una signora, amo l’eleganza: non sono una persona che tempesta di telefonate o passa sopra gli altri pur di avere un ruolo. Ci vuole savoir faire”. Donna, cantante, attrice, showgirl, impegnata politicamente: come concili tutti i tuoi ruoli?
“Credo nelle cose che faccio, perché le reputo giuste. E ho il coraggio della dignità. Riesco a conciliare tutto perché sono una donna appassionata. Sono bella, intelligente e… modesta: mi piace essere libera di scegliere ciò in cui voglio impegnarmi!”. Ecco perché “Pasiune”. “Sì, non a caso. La passione per me è più forte dell’amore… Così il mio spettacolo, come me, si divide tra la mia terra, l’Italia, l’uomo, il cibo, la fede. E il canto è il filo conduttore di tutto. Mi sembra a volte che il pubblico si stupisca sentendomi cantare e anch’io talvolta sorprendo me stessa. La qualità in ciò che fai e che vivi è importante, l’amore si può trovare in tante cose…”.

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