Approccio multidisciplinare e lavoro di équipe per il successo

Lug 8 • NEWS • 3774 Views • Nessun commento su Approccio multidisciplinare e lavoro di équipe per il successo

Tecniche chirurgiche minimamente invasive per il pieno rispetto dell’anatomia, conferma il professor Calvisi

 

Da molti anni il professor Vittorio Calvisi, chirurgo ortopedico si dedica alla chirurgia mini invasiva articolare, in particolare della spalla e del ginocchio, e focalizza la propria attività di ricerca al trattamento delle lesioni traumatiche negli sportivi e alle malattie degenerative articolari, spesso utilizzando tecniche chirurgiche endoscopiche, perché convinto che “il gesto chirurgico finalizzato al miglioramento e alla risoluzione della patologia articolare debba essere ispirato dal rispetto dell’anatomia”, come spiega lo stesso Calvisi che è professore associato di Malattie dell’Apparato Locomotore presso il Dipartimento MESVA dell’Università degli Studi dell’Aquila e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia della medesima università. Il professor Calvisi ha perfezionato le tecniche artroscopiche per il trattamento delle patologie articolari, sviluppando nuove metodologie per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio, per il trattamento endoscopico della pseudo cisti di Baker e dell’instabilità articolare della spalla in rugbisti professionisti. Nel campo della patologia degenerativa del ginocchio, aggiunge, “ho elaborato algoritmi di trattamento basati su un approccio step by step che, partendo da gesti chirurgici artroscopici, culminano, quando necessario, nella sostituzione protesica, per la quale grande attenzione è dedicata alla scelta di biomateriali in grado di ridurre al minimo l’usura delle superfici articolari artificiali”. Nell’ambito della traumatologia sportiva, il professor Calvisi opera valorizzando le proprie specializzazioni in medicina fisica e riabilitativa e in medicina dello sport: “oggi – spiega – l’intervento del chirurgo non può più prescindere da una competenza globale che abbracci anche le problematiche della prevenzione, della riabilitazione e del ritorno allo sport: approccio multidisciplinare e lavoro di équipe sono diventati fondamentali per il successo di una qualsiasi strategia terapeutica. Il trattamento della patologia inizia quindi con una valutazione ortopedica e fisiatrica per terminare con un’analisi biomeccanica generale e, se necessario e possibile, del gesto sportivo in particolare”, racconta Calvisi, che ricopre il ruolo di direttore sanitario del Centro di Riabilitazione Arcamedica (L’Aquila e Spoltore), realtà abruzzese all’avanguardia sia per la riabilitazione nell’ambito della traumatologia sportiva che della riatletizzazione e della valutazione funzionale dello sportivo. “La valutazione funzionale – aggiunge – ha lo scopo di oggettivare i parametri rispetto ai quali impostare l’iter terapeutico, identificare i fattori predisponenti alla patologia, controllare nel tempo l’evoluzione del recupero e avere criteri per decidere la progressione del percorso rieducativo per un sicuro ed efficiente rientro allo sport”. Gli innovativi sussidi tecnologici del Centro Arcamedica supportano le diagnosi e aiutano nell’effettuare le analisi, “come quella che valuta i parametri della forza muscolare o che analizza il movimento, studiato anche sotto il profilo dell’attivazione muscolare attraverso l’elettromiografia di superficie, utile per esaminare il corretto tempismo nel reclutamento dei muscoli”, afferma Calvisi. “Tale metodica è inoltre idonea a identificare la presenza di sinergie o di compensi muscolari che possono presentarsi durante il recupero post infortunio o nelle discinesie scapolotoraciche. Altro settore importante – prosegue Calvisi – è lo studio della biomeccanica del gesto attraverso sistemi di videoanalisi, anche associati a valutazioni baropodometriche, che offrono il vantaggio della tecnologia wireless, indispensabile per studiare i gesti sportivi in modo più completo e vicino al reale. Il percorso terapeutico – sottolinea – si avvale anche di strumenti atti a velocizzare i normali step di recupero, con particolare attenzione alla ripresa precoce del carico nelle attività di deambulazione e corsa. Un esempio è dato dal sistema AlterG, un treadmill che consente di alleggerire il carico fino all’80% in meno del peso del soggetto con step dell’1%, permettendo una regolazione del carico così fine da poter dare una continuità quasi completa tra le fasi pre e post operatoria. Nonostante la tecnologia d’avanguardia – conclude il professor Calvisi – il valore aggiunto più grande è dato dalla professionalità e della passione del nostro team di lavoro”.

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