ALTA PROFESSIONALITÀ, PROFONDA ONESTÀ E CORRETTEZZA

Ott 27 • NEWS • 3686 Views • Nessun commento su ALTA PROFESSIONALITÀ, PROFONDA ONESTÀ E CORRETTEZZA

Sono i tre principi dell’operato del professor Giovanni Daffara, che alla sua prestigiosa carriera affianca l’attività della Fondazione Eter per curare in Africa le patologie degenerative

 

Decise di fare il medico al secondo anno di liceo classico, dunque in quarta superiore, quando andando a trovare il padre di un suo amico gli fu chiara la strada da intraprendere: “Voglio aiutare tutti quelli che hanno bisogno”, si disse. Oggi, a decenni di distanza e dopo una lunga e prestigiosa carriera che lo ha portato, tra l’altro, ad essere operativo nel reparto di medicina d’urgenza del Policlinico di Milano per più di vent’anni, il professor Giovanni Daffara quello spirito originario non lo ha perso per nulla. “È sempre rimasto il modo di vedere la mia professione”, racconta, mentre si appresta a spendersi ancora per gli altri in Paesi lontani. Sta infatti lavorando ad un progetto che aiuti le persone di ogni età in Africa. “Sono stato per due volte come volontario in quel continente, in Costa d’Avorio e in Zambia – spiega -. Sono rimasto impressionato dalle difficoltà che ha la gente del posto a reperire il necessario per la propria sopravvivenza”. Al professor Daffadafra sono “rimasti nel cuore i comportamenti della gente che ha incontrato, gli sguardi di gratitudine nei confronti dei volontari”. Un incontro che lo ha talmente colpito da farlo ripromettere che “di portare in quei luoghi tutto quanto sia necessario al fine di migliorare le condizioni di vita e per un futuro migliore, appena fosse stato possibile”. L’opportunità di intervenire si presenta ora attraverso la Fondazione Eter, nella quale confluiranno tutti i ricavati prodotti dalla Eter Therapy diretta dal dottor Gilberto Di Benedetto e realizzata dal signor Totti, “il quale ci ha accompagnato nel percorso di sviluppo di questo modernissimo ed efficientissimo device che sarà a breve a disposizione sul mercato. “Si tratta – spiega il medico – di un’apparecchiatura atta a curare tutte le patologie a carattere degenerativo e acute, in particolar modo le malattie dell’apparato locomotore – ossa, muscoli e tendini – e quelle cutanee, ulcere e necrosi”. Si tratta, aggiunge, di un’apparecchiatura che rappresenta un “prototipo dell’evoluzione tecnologica e un avanzamento nell’ambito delle applicazioni fisiche, poiché è in grado di emettere contemporaneamente ioni positivi e ioni negativi”.

Con le risorse che consentiràdi introiettare tale prodotto innovativo, si potranno alimentare le diverse linee di azioni che caratterizzano il progetto per l’Africa pensato dal professor Daffara, il quale prevede di essere operativo insieme all’équipe entro il 2015. In Africa, ragiona il medico, “è fondamentale portare non solo aiuti materiali, ma sviluppare condizioni di vita e auto sovvenzione attraverso l’attività quotidiana. Inizialmente – spiega – porteremo ciò che è indispensabile ad avere un tenore di vita dignitoso; in un secondo momento creeremo aree dove dare istruzione e insegnare un lavoro, affinché diventino autonomi nei compiti assegnati”. La scolarizzazione sarà “l’elemento fondamentale sul quale costruiremo la nostra opera. Lavoreremo per un insegnamento che riesca a dare le basi per poter comunicare; cercheremo di dare una cultura superiore e i più meritevoli avranno la possibilità di fare esperienza in Europa per intraprendere percorsi di studi superiori, compresa la laurea. Avranno quindi la possibilità di rientrare nel loro Paese, per creare un know how interno che contribuisca ad alimentare la formazione di altre  persone”. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di luoghi – campi da calcio e piscine – dove praticare sport con istruttori, affinché possano emergere soggetti meritevoli e dotati di particolari caratteristiche adatte alle singole discipline. C’è poi una parte del progetto che è forse la “più importante e delicata”, afferma il professor Daffara, cioè la costruzioni di realtà in cui ricevere le cure indispensabili nel caso di patologie mediche o chirurgiche. “Saranno perciò costruiti ospedali e dipartimenti per qualunque tipo di emergenza, nonché luoghi di cura per patologie a lungo termine, cioè malattie oncologiche, croniche urinarie, addominali e cardiorespiratorie”. Obiettivi raggiungibili, come evidenziato in precedenza, grazie agli introiti che renderà possibile l’utilizzo  dell’innovativo device Eter Therapy. L’applicazione, illustra il medico, “avviene senza contatto diretto sul paziente e non dà origine a effetti collaterali sgradevoli”. Le indicazioni cliniche sono molteplici e possono essere così elencate: ulcere cutanee superficiali e profonde, conseguenti a grave modificazioni patologiche del flusso vascolare venoso e arterioso; vasculiti autoimmuni con manifestazioni cliniche importanti (necrosi ulcerative); piaghe da decubito; lesioni cutanee post-traumatiche; traumi con lesioni muscolari tendinee e ossee accidentali da pratiche sportive; artropatie artrosiche degenerative; versamenti emorragici fasciali e periarticolari pos-traumatici; dermatopatie varie, quali piodermiti, seborrea, psoriasi, alopecia; piede diabetico; ernia del disco. Laureatosi con una tesi sperimentale sulle patologie delle malformazioni valvolari congenite cardiovascolari, il professor Daffara oggi continua a essere professionalmente attivo presso la clinica Madonnina a Milano e con il suo studio in via Ponzio, 78. Si conferma uno dei maggiori esperti di malattie cardiovascolari. “Queste patologie – spiega – sono la prima causa di morte nel mondo, rappresentano un problema globale, che interessa tutti. Oggi le conoscenze che si hanno sui fattori di rischio e sulle cause biologiche che determinano le alterazioni dell’endotelio – cioè la parete interna dei vasi dove si formano le placche che ostruiscono le arterie – hanno consentito di accrescere notevolmente le possisbbilità terapeutiche”. Si fanno “diagnosi precise attraverso metodiche ecografiche e angiografiche; inoltre, possiamo contare sulle potenzialità di un’efficace trattamento farmaceutico che riduce il rischio mortale”.

Il professor Daffara frequentemente tratta le  patologie vascolari, “soprattutto nei casi più difficili e complessi, come nel caso delle malattie inerenti le infiammazioni intestinali e dell’apparato urologico, in particolar modo le patologie  collegate alle alterazioni della prostata”. Tra le eccellenze a livello mondiale, il professor Daffara cita Cleveland per la chirurgia cardiotoracica, poiché in quelle strutture si concentrano “casistica, formazione e tecnologia”. In Italia, spiccano per la cardiochirurgia l’Ospedale Niguarda e il Centro Cardiologico Monzino a Milano e, sempre nel capoluogo lombardo, l’Ospedale ortopedico Galeazzi per la specialità cui è dedicato. Medico per passione, il professor Daffara ha sempre operato con professionalità, onestà e correttezza e oggi è piuttosto critico con il metodo di  reclutamento dei giovani che aspirano a diventare dottori. Il test di ingresso alla facoltà di Medicina, sostiene, “è un insulto alla libertà individuale e le domande che in esso vengono poste non sono di competenza”. Ai giovani aspiranti medici ricorda quel che diceva un grande docente dei suoi tempi, il professor Melli: “Non è la struttura ma chi la dirige a determinare la crescita di un professionista, insieme alla motivazione e alla voglia di progredire”. Nel suo corso professionale, ricorda Daffara, ha conosciuto persone eccezionali che “mi hanno insegnato come si cura, una pratica che pretende cultura ed esperienza”: a Milano, i professori Vittorio Staudacher e Randazzo e a Palo Alto, negli Stati Uniti, il professor Ageman. “La medicina del futuro sarà basata sulle nuove tecnologie – conclude il professore – e nell’iter formativo dei giovani medici occorre dare loro la possibilità di fare esperienza”.

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