ALL’AVANGUARDIA NELLA CURA DELLA STERILITÀ

Nov 12 • IN PRIMO PIANO • 3681 Views • Nessun commento su ALL’AVANGUARDIA NELLA CURA DELLA STERILITÀ

Oltre al centro Eubios di Merano, ci sono altri cinque centri “Fivet Prof. Zech” in Europa

In Europa circa una coppia su cinque è affetta da infertilità o sterilità. Tra i diversi fattori, che contribuiscono a creare questa condizione, spiccano i mutamenti socio-economici che spingono ad affrontare la gravidanza in età sempre più avanzata, con netta riduzione della fertilità naturale. A parlarne è il dottor Giorgio Comploj, direttore sanitario di Eubios Centri Fivet Professor Zech – International Group, a Merano, in provincia di Bolzano (www.fivet-ivf.it). Parte dal principio: “Mentre nell’uomo la produzione spermatica è continua e rimane fino a età molto avanzate – dice -, la donna nasce con un patrimonio di follicoli, dunque di ovociti nel loro interno, che si va via via esaurendo, accentuandosi dai 35 anni in poi, in maniera notevole dopo i 40”. Per capirci, tale riduzione è sia numerica sia soprattutto qualitativa, ovvero gli ovociti, invecchiando con la donna, portano molte più anomalie che non ne consentono la fecondazione o sono causa di elevati indici di aborto e di anomalie fetali. A ciò si aggiungono fattori tossici ambientali e professionali, abitudini di vita scorrette e patologie, come l’endometriosi. Da qui l’esigenza di un’adeguata informazione e l’incentivo di preservare la fertilità. Ci sono, però, casi in cui la situazione non si risolve spontaneamente e bisogna ricorrere alle più moderne tecniche di Pma (Procreazione medicalmente assistita). “La moderna medicina della riproduzione deve prefiggersi di ottenere alti indici di successo, ma bassissimi rischi materni e fetali – sottolinea il medico -. “Oggi si esegue una medicina ‘qualitativa’, trasferendo pochi embrioni, ma di alta qualità e potenzialità, per ottenere successi senza pericolose gravidanze plurime. Si lavora con le colture blastocitarie, trasferendo in utero solo embrioni che arrivino in stadi di sviluppo elevati (quinta giornata), quindi con elevati indici di impianto ‘per singolo embrione’ – dice Comploj -. Sono tecniche che richiedono laboratori sofisticati, specifici terreni di coltura e un’organizzazione con attività a ciclo continuo, 24 ore su 24”. Altre tecniche portano a miglioramenti negli indici di successo, come le tecniche Imsi: si avvalgono di ingranditori computerizzati per la selezione ad alto ingrandimento degli spermatozoi, riuscendo a evidenziare vacuolizzazioni (cavitazioni) nel loro nucleo, segno di anomalie nella compattazione del materiale genetico degli spermatozoi stessi. Anche l’utilizzo di specifici integratori sia maschili che femminili permette di ottimizzare le terapie, come le tecniche di “attivazione degli ovociti”, “haching laser” e altre ancora. “Quando le chance di gravidanze con i propri gameti sono esaurite – spiega il dottore – si ricorre alle tecniche di Pma eterologa (seme o ovociti di donatore). Per l’eterologa maschile esistono importanti banche del seme, specie all’estero, invece l’eterologa femminile è più complessa, poiché la donatrice si deve sottoporre a numerosi accertamenti preliminari, a una terapia ormonale che può comportare rischi per la sua salute, a un’anestesia per il prelievo chirurgico degli ovociti da donare e così via”. Per questo, nella maggior parte dei Paesi europei in cui il gruppo opera è previsto un indennizzo economico alla donatrice per lo stress psicofisico, i rischi e il tempo perduto. E ciò rende disponibili donatrici “pure”, cioè giovani e sane . In Italia e ‘vietata ogni forma di indennizzo per cui vere donatrici sono in numero assolutamente insignificante e si ricorre ad alternative dai successi molto più ridotti”. Come la “egg scharring”, donazione di alcuni ovociti di una paziente già in terapia per un suo problema di sterilità, o l’utilizzo di ovociti congelati importati dall’estero. “In questo caso gli indici di gravidanza ufficiali sono di circa il 50% contro il 75-80% dei risultati positivi, secondo il protocollo adottato dal nostro gruppo Centri Fivet professor Zech – chiarisce Comploj -, cioè donatrici ‘esclusive’, vale a dire una donatrice dedicata esclusivamente per una coppia ricevente, con utilizzo di ovociti freschi e non congelati, colture blastocitarie e tecniche Imsi”. Interessanti le prospettive di diagnosi preimpianto. La diagnosi genetica sull’embrione prima del suo trasferimento in utero, con limitazioni giuridiche in Italia. Esiste la possibilità di eseguire lo screening genetico preimpianto – Pgs -, l’analisi della correttezza del numero e della struttura dei cromosomi dell’embrione prima di trasferirlo in utero. La tecnica permette di trasferire in utero embrioni di elevato stadio di sviluppo e “sani”, senza anomalie cromosomiche, in modo da non permettere l’attecchimento o con alti indici di aborto e di anomalie cromosomiche fetali. La tecnica per ora viene riservata a casi selezionati, ma fa parte di un importante progetto di sviluppo del gruppo per il 2016. La holding vanta un’esperienza nella Pma di quasi 30 anni, con il primo bimbo nato nel 1987. Circa 5.000 i cicli eseguiti annualmente e 220 gli addetti. Sei i centri in Europa, di cui il principale a Bregenz, sul lago di Costanza, e gli altri a Salisburgo (A), Niederuzwill (Ch), Merano (I), Pilsen (Rep. Ceca), Vaduz (Fl) e due in partnership a Lagos (Nigeria) per l’utenza di etnia africana. In Italia si sta sviluppando una rete di Info Point Eubios: oltre a quelli esistenti di Modena e Racconigi (To) ce ne sono altri in apertura.

 

EUBIOS CENTRI FIVET PROF. ZECH

MERANO (BZ)

(+39) 0473 240470

info@fivet-ivf.it

www.fivet-ivf.it

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